La Puglia si converte al sofware libero

IL DDL

Già approvato dalla Giunta il ddl che incoraggia l'uso di software e hardware "open". Per la Regione risparmi per un milione di euro l'anno. Vendola: "Possibilità importante per le pubbliche amministrazioni"

di Mila Fiordalisi
Punta sul software libero la Regione Puglia. Oggi a Bari il presidente Nichi Vendola e l'assessore regionale alla Comunicazione istituzionale, Nicola Fratoianni, hanno presentato il disegno di legge "Norme su software libero, accessibilità di dati e documenti ed hardware documentato" - approvato dalla Giunta lo scorso 15 giugno, che in 19 articoli stila le linee guida per accompagnare l'amministrazione regionale verso l'utilizzo di software ed hardware liberi. La Regione ha dunque deciso di passare all'azione, anche a seguito dell'incontro, lo scorso dicembre, del presidente Vendola con Richard Stallman, fondatore della Free Software Foundation.

"Il software libero rappresenta una possibilità importante per le amministrazioni pubbliche e per i cittadini di poter godere del diritto a comunicare e ad essere informati", ha detto Vendola. "Possono goderne senza che questo diritto sia sequestrato dalle grandi multinazionali che fanno pagare l'accesso al circuito informativo e comunicativo e decidono loro quali sono i binari su cui devono camminare le informazioni. I cittadini hanno il diritto di inventarsi le loro reti comunicative, di essere proprietari di tutto ciò che ha a che fare con la vita delle nostre comunità e società. La Regione Puglia si pone oggi all'avanguardia in Italia dal punto di vista del passaggio a questa trincea davvero innovativa del free software".

Obettivo del ddl è trasformare i meccanismi di lavoro e di accesso agli strumenti informatici da parte di agenzie, società, enti, aziende, istituzioni e consorzi controllati, vigilati o partecipati dalla Regione per estendersi poi al mondo delle imprese che partecipano alle gare regionali, alla scuola, al mondo della ricerca e alla cittadinanza. Prevista l'elaborazione di un piano triennale finalizzato alla promozione di progetti di ricerca, sviluppo e produzione sul software libero e l'hardware documentato, che si realizzerà con il coinvolgimento delle imprese, dei distretti produttivi, del sistema universitario e della ricerca.

Sul fronte della formazione la Regione incentiverà l'utilizzo del software libero anche a scuola, promuovendo l'inserimento, nei programmi didattici, della formazione all'uso del software libero e della diffusione dei valori etici e culturali ad esso connessi.

Per effetto della nuova norma, inoltre, gli atti, le delibere, i dati, gli albi, le leggi e tutte le attività regionali saranno realizzati con software libero: la Regione per prima sostituirà i propri apparati e, nel momento in cui bandirà una gara per l'acquisto di software, privilegerà (a parità di prestazioni) il software libero con specifiche premialità per le imprese che ne propongono l'utilizzo. In questo modo potrà mettere a disposizione degli utenti e delle altre amministrazioni il software e i codici per gestirlo, in modo che ciascuno sia libero di usare il programma e anche di migliorarlo adattandolo alle proprie esigenze. Una volta entrato a regime, il nuovo sistema permetterà alla Regione Puglia di risparmiare il costo delle licenze in uso, cioè circa 1 milione di euro all'anno. Vantaggi ci saranno anche per le piccole imprese che operano nel settore dell'informatica.

"Per le micro e piccole imprese si apre uno scenario di grandi occasioni - ha spiegato l'assessore Fratoianni - perché dovranno necessariamente nascere tanti nuovi servizi per favorire l'entrata nel sistema economico di un approccio al personal computer e all'informatica completamente nuovo. Questo del software libero è su tutto un passo decisivo verso la democrazia della conoscenza. Inizia il suo percorso in Consiglio ed entro l'autunno dovrebbe essere approvato". 

11 Luglio 2011