E' Ibm la prima azienda a lanciare il servizio 'on the job'

RETI AMICHE

I 2500 dipendenti della sede di Segrate avranno a disposizione delle postazioni ad hoc per fruire dei servizi della PA

di Federica Meta
Regolarizzare la colf, fare un certificato di residenza, pagare le tasse. Oltre ai circa 40mila punti di accesso messi a disposizione dalle Reti Amiche, sparsi su tutto il territorio nazionale, che già consentono di evitare le file agli sportelli pubblici, i cittadini potranno usufruire  di un altro servizio che permetterà l'accesso ai servizi telematici della PA dal posto di lavoro. La prima azienda a partecipare al progetto Reti Amiche on the Job, è Ibm con la quale oggi il ministro ha firmato una convenzione.

“La sede di Segrate dell'Ibm, che conta circa 2.500 dipendenti, sarà dotata di alcune postazioni che consentiranno ai lavoratori di effettuare diverse operazioni – ha spiegato il presidente di Ibm Italia, Luciano Martucci –. La fruizione del servizio sarà possibile sia in modo automatico, per le più semplici come la richiesta di un certificato, sia con l'aiuto di un operatore che guiderà le operazioni più complesse, quali il pagamento delle tasse e dei tributi”.
Il ministro per la PA e Innovazione, Renato Brunetta, ha tenuto a ricordare che il progetto è a costo zero. “L’iniziativa non costerà un euro ai cittadini e poco alle aziende che però avranno la convenienza di non avere lavoratori costretti a uscire per futili motivi – ha puntualizzato il ministro -. E gli stessi lavoratori non saranno costretti a prendersi una giornata di ferie solo per avere un certificato o pagare un tributo”. 

Il ministro spinge l’acceleratore sul nuovo servizio “on the job” affiancandolo alle Reti Amiche “tradizionali” che, stando alle previsioni del Ministerro, dovrebbero raggiungere il numero di 70mila punti di accesso entro la fine dell’anno. “La lista di attesa per aderire a Reti Amiche on the Job è lunga - ha concluso il ministro -. Ci sono Ferrari, Eni, Enel, Telecom, Rai, Finmeccanica”.

E oggi Brunetta sembra ha praticamente dedicato la giornata alla Reti Amiche. Stamattina ha partecipato all'assemblea annuale della Federazione italiana tabaccai dove ha fatto il punto sul servizio, rivelandone luci e ombre
“Con Reti Amiche abbiamo portato l’amministrazione pubblica fuori dai suoi palazzi ed uffici. Assieme ai controlli e alla trasparenza, che hanno fatto diminuire l’assenteismo cronico, sono state l’inizio della rivoluzione - ha detto il ministro -. Con Reti Amiche si sono chiamati soggetti privati a collaborare nel rendere accessibili i servizi pubblici. La filosofia, quindi, è quella, ampia e necessaria, di una progressiva liberalizzazione del mercato. I tabaccai della Fit sono un pezzo di Reti Amiche, una delle reti che le compongono. Hanno subito compreso le potenzialità e la forza di quel progetto, dimostrandosi pronti a cogliere l’occasione per attirare nuovo lavoro e nuovi clienti”.

Il ministro ha poi puntato il dito sulla scarsità di contenuti che, ad oggi, caratterizza ancora le Reti. "Ci sono i servizi Inps ma serve che altri prodotti siano disponibili, soprattutto per chi resta escluso dalla fruizione online dei servizi della PA - ha precisato -. L'online verrà implementanto nei prossimi mesi, ma chi resta indietro non deve essere escluso. Per loro ci devono essere Reti Amiche che diventano l’anello di congiunzione fra il cittadino e lo Stato, ma anche fra il passato e il futuro”.

11 Giugno 2009