Web certificati si parte. Ma nei pronto soccorso il sistema non è attivo

L'ALLARME

Da domani addio alla carta per i certificati di malattia, ma la Fp-Cgil medici lancia l'allarme: "Negli ospedali ancora carenze strutturali. No all'obbligo online per chi gestisce le emergenze"

di Federica Meta
"L'estensione del sistema di certificazione telematica della malattia anche ai lavoratori privati, che partirà domani, è una buona notizia. Ma, nonostante i tanti comunicati del ministro Brunetta zeppi di cifre e statistiche, persistono carenze strutturali del sistema, in particolare al Pronto Soccorso, nella specialistica ambulatoriale e nei ricoveri ospedalieri". Lo affermano, in una nota, Massimo Cozza, segretario nazionale Fp-Cgil Medici, e Nicola Preiti, coordinatore nazionale dei medici di Medicina Generale della Cgil, commentando il sistema dei certificati di malattia online dei lavoratori dipendenti privati, che da domani sarà a pieno regime.

"Quando il ministro ha messo nel cassetto insulti e minacce, i medici hanno dimostrato con i fatti di voler attuare la certificazione di malattia on line a vantaggio dei lavoratori - aggiungono i due sindacalisti - e questo è accaduto per i medici dotati delle necessarie risorse e senza ripercussioni negative sui tempi di attesa per i cittadini".

Per queste ragioni, concludono Cozza e Preiti, da domani i lavoratori privati "potranno avere quasi sempre il certificato di malattia online quando si recano dal medico di famiglia, meno se chiamano la guardia medica (spesso sprovvista della strumentazione necessaria) e quasi mai se si recano al pronto soccorso o vengono ricoverati. I medici ospedalieri infatti potranno inviare il certificato di malattia online solo attraverso un sistema di trasmissione, ancora non attivo, che non determini alcun aggravio di lavoro e quindi non abbia ricadute negative sulle prestazioni sanitarie".

La data di avvio a regime del sistema anche nel settore privato è stata decisa lo scorso 2 settembre dal Comitato tecnico di monitoraggio - l'organismo è previsto dalla Circolare n. 4 sull'applicazione al privato delle regole già previste per i dipendenti pubblici - che ha stabilito che la procedura sia "idonea ad entrare completamente a regime". Da domani - 13 settembre - il datore di lavoro non potrà più richiedere al proprio lavoratore l’invio della copia cartacea dell’attestazione di malattia ma dovrà prendere visione delle attestazioni di malattia dei propri dipendenti avvalendosi dei servizi resi disponibili dall’Inps.
E’ comunque riconosciuta, per il datore di lavoro del settore privato, la possibilità di richiedere ai propri dipendenti di comunicare il numero di protocollo identificativo del certificato inviato online dal medico.

Soddisfatti della decisione i medici di famiglia. Si tratta - commenta la Fimmg - della conclusione "del processo di semplificazione digitale e di coinvolgimento di tutti gli attori pubblici e privati nella certificazione di malattia''. 
''Fino al 13 settembre i datori di lavoro del settore privato avevano la possibilità di richiedere copia cartacea dell'attestato di malattia inviato online dal medico. Questa fase si è conclusa - afferma Silvestro Scotti, vicesegretario nazionale della Fimmg - e i medici, per quanto riguarda i lavoratori del settore privato, non saranno più obbligati alla doppia copia cartacea''.

La Federazione italiana dei medici di famiglia precisa che saranno attivati ''servizi utili ai datori di lavoro pubblici e privati per il loro accesso telematico alle attestazioni di malattia dei propri dipendenti, sia direttamente che tramite intermediari da loro riconosciuti''. Per il lavoratore, prosegue, ''saranno disponibili nelle prossime settimane anche servizi di invio diretto da sistema, a richiesta, sulla propria e-mail certificata sia del certificato che dell'attestazione di malattia inviati online, mentre su e-mail non certificata sarà possibile l'invio del solo attestato. Attivato anche un servizio di invio sms del protocollo di invio sul numero telefonico del lavoratore".


12 Settembre 2011