Brunetta torna alla carica: "Tremonti, vara le Web-ricette"

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Nuovo appello al ministro dell'Economia dopo il pressing sull'emanazione del decreto relativo ai pagamenti elettronici verso la PA. "Con le prescrizioni digitali risparmi per 2 miliardi di euro", è scritto nella nuova missiva. Intanto però le sperimentazioni in Campania e Piemonte fanno flop

di Federica Meta
Dopo i pagamenti elettronici tocca alle ricette mediche digitali. Brunetta invia una nuova missiva al collega dell’Economia, Giulio Tremonti, per chiedere l’emanazione dei decreto attuativo che renderebbe finalmente operativo lo strumento, la cui entrata in vigore era prevista il 1° gennaio 2011.

“L’entrata a regime del sistema di trasmissione online dei certificati di malattia dei lavoratori dipendenti e la conseguente scomparsa delle attestazioni cartacee rappresentano una tappa cruciale lungo il percorso di dematerializzazione del rapporto tra il cittadino e il sistema sanitario – scrive il ministro della PA e Innovazione - Come ho già avuto modo di segnalarti, dalla realizzazione di questo disegno di modernizzazione possono derivare sia ingenti risparmi di risorse pubbliche, sia rilevanti benefici in termini di efficienza del sistema e di miglioramento dei servizi forniti ai cittadini. Credo sia essenziale a questo punto compiere un ulteriore passo in avanti, accelerando la completa implementazione della ricetta digitale, come previsto dall’art.11, comma 16 del dl. 78/2010”.

“Al riguardo - conclude la missiva - ti chiedo di dare mandato al tuo Ufficio di Gabinetto per concordare con il mio una rapida e tempestiva attuazione al programma di rinnovamento del Paese”. Stando alle stime, l’adozione delle prescrizioni mediche digitali porterebbe al Sistema sanitario nazionale risparmi per circa 2 miliardi di euro l’anno e un taglio del 30% della spesa farmaceutica.
Su questo stesso tema il titolare di Palazzo Vidoni si era già rivolto al ministro Tremonti, con due lettere datate 11 gennaio 2011 e 25 ottobre 2010 .

In attesa del varo del decreto attuativo alcune Regioni hanno iniziato la sperimentazione. Si tratta di Valle D’Aosta, Piemonte e Campania che, però non sembrano aver ottenuto – fatta eccezione della Valle D’Aosta – buoni risultati. Stando ai dati diffusi dalla Fimmg, in Piemonte e Campania circa un quarto dei medici coinvolti nel progetto non ha inviato neanche una ricetta online; il 10% lo ha fatto occasionalmente (solo qualche report giornaliero) e il restante 65% ha compilato in tutto 3-4 ricette elettroniche. Meglio la Valle D’Aosta dove il 62% dei camici bianchi spedisce per via telematica, il 35% lo fa con qualche difficoltà mentre solo il 4% non riesce ad utilizzare lo strumento.

“Il sistema – spiega Silvestro Scotti vicesegretario nazionale della Federazione dei medici di famiglia - è macchinoso e pieno di falle. E inoltre ai medici mancano gli strumenti idonei per operare: linea adsl, software, eccetera”.

Ieri Brunetta aveva invece invitato Tremonti a dare attuazione ad un'altra iniziativa, quella dei pagamenti elettronici alla PA che – sottolineava Palazzi Vidoni – avrebbe un impatto determinante “nell’ambito delle politiche di contenimento della spesa, di sviluppo dell’economia nazionale e, in definitiva, per l’attuazione del programma di Governo”. I termini per l’adozione dei pagamenti IT, normati dall’articolo 5 del nuovo Cad, sono scaduto da oltre mese mentre la bozza di decreto inviata dal ministero della PA e Innovazione giace a via XX Settembre dal 20 luglio scorso.

16 Settembre 2011