PA digitale, Tremonti fa orecchie da mercante e Brunetta torna alla carica

ENNESIMA MISSIVA

Dopo pagamenti elettronici e web ricette l'oggetto della nuova missiva inviata a via XX settembre riguarda l'adozione della carta di identità elettronica per i dipendenti pubblici. "Subito l'emanazione del provvedimento"

di Federica Meta
Prima i pagamenti elettronici, poi le Web ricette. Ora il ministro della PA e Innovazione torna a pungolare Giulio Tremonti sul varo del decreto attuativo relativo alla carta di identità elettronica destinata ai dipendenti pubblici, sperando che questa volta il collega dell'Economia risponda.

“Con la missiva dello scorso 4 agosto - gli ricorda in una lettera inviata ieri - ti ho già sottolineato come le osservazioni formulate dall’Ufficio legislativo-economia fossero riferite ad aspetti finanziari relativi all’emissione del citato documento. Il provvedimento, invece, riguarda solo aspetti tecnici e nulla dispone circa la copertura finanziaria, le modalità e i tempi con cui ciascuna amministrazione, utilizzando le risorse disponibili, dovrà provvedere all’eventuale rilascio del documento ai dipendenti”.

“Nonostante le argomentazioni addotte - osserva Brunetta - non è pervenuto dai tuoi uffici alcun riscontro al riguardo. Considerato che il documento progettuale da approvare è stato puntualmente concordato nel corso di apposite riunioni tecniche, ti chiedo nuovamente di voler consentire l’emanazione del provvedimento, di evidente utilità per i dipendenti pubblici, comunicando sollecitamente il tuo concerto”.

La Cie era stata ripescata dal cassetto in cui giaceva ormai da anni con il varo del decreto sviluppo dello scorso giugno. Stando a quanto previsto dal provvedimento, la card verrà rilasciata, a partire dal 2012, “a tutti i cittadini indipendentemente dall'età (prima il limite era a 15 anni ndr) anche se l'obbligo di rilevare le impronte digitali è soppresso per i minori di 12 anni”. Gradualmente la carta d'identità elettronica incorporerà anche la tessera sanitaria.

Le “prove generali” del rilancio del documento elettronico sarebbero state fatte, appunto, con la carta destinata ai dipendenti della PA. Ma finora la mancanza dei provvedimenti attuativi ha impedito al realizzazione del progetto che tanti ostacoli ha incontrato sul suo cammino.

A puntare sulla Cie erano stati il ministro dell’Innovazione Lucio Stanca e il suo successore Luigi Nicolais. Poi era arrivato Brunetta che, tutto concentrato sul lancio della Posta elettronica certificata, aveva pensato di allungare i tempi del documento cartaceo a 10 anni, annullando così ogni progetto che puntasse alla digitalizzazione dell’identità almeno fino a giugno quando la Cie era rientrata nei programmi di governo.

Nel mezzo di questi dieci anni una serie di scontri-confronti tra il governo centrale e i Comuni, che avevano sollevato remore sul rilascio di una card poco “finanziabile” con le già magre finanze degli enti locali, e disinteresse da parte dei cittadini, restii a farsi rilasciare un documento che di innovativo aveva ben poco, visto che né il terzo governo Berlusconi né quello successivo guidato da Prodi erano riusciti ad elaborare una strategia di lancio che, oltre la rilascio, prevedesse l’aggancio di servizi pubblici elettronici.

20 Settembre 2011