Ibm e La Sapienza spingono l'uso dell'hi-tech per la didattica

PARTNERSHIP

Rafforzata la collaborazione con una convezione quadro triennale. Numerosi i progetti in campo

di Alessandro Castiglia
Sviluppare tecnologie innovative a “servizio” della didattica. È questo l’obiettivo della convenzione quadro 2009-2012 siglata fra l’università “La Sapienza” di Roma e Ibm Italia.

La nuova intesa, che rafforza la collaborazione già in corso, mira anche a creare un “network” europeo che coinvolga i ricercatori dei laboratori Ibm e quelli delle università, italiane e non. Già allo studio la possibilità di replicare l’uso di soluzioni IT considerate best practice internazionali. E sono tre gli altri progetti avviati: il primo fa capo all’Ibm Open Collaborative Research e mira a promuovere ricerche congiunte a livello mondiale tra Ibm e le università, i cui risultati saranno resi disponibili gratuitamente.

Il secondo riguarda lo sviluppo di un modello “semantico” del Web e vede in campo il Centro Studi avanzati Ibm di Roma. Il terzo, infine, che coinvolge il Cattid (Centro applicazioni tv e tecniche per l'istruzione a distanza) punta al miglioramento della user experience e allo sviluppo di nuove applicazioni “open” per favorire l’uso di terminali mobili al posto dei pc.

18 Giugno 2009