Brunetta scrive (ancora) a Tremonti: "Accelerare sulla Cie"

LA QUARTA LETTERA

Il ministro della PA e Innovazione torna alla carica del collega dell'Economia: "Rendere pubblico l'atto di indirizzo che affida a Poligrafico e Sogei la realizzazione del progetto". Nei giorni scorsi gli appelli per varare i decreti attuativi su pagamenti elettronici e Web-ricette

di Federica Meta
Brunetta torna alla carica di Tremonti, stavolta chiedendo al ministro dell’Economia di accelerare sulla carta di identità elettronica che – come previsto dall’ultimo decreto sviluppo – dovrebbe entrare in vigore da gennaio 2012. “Nei mesi passati, grazie alla collaborazione instauratasi tra tutte le amministrazioni coinvolte, importanti passi in avanti sono realizzati ai fini della definizione della normazione tecnica necessaria all’attuazione di quanto stabilito sulla recente normativa in materia di carta di identità elettronica – scrive il ministro della PA e Innovazione - Ho appreso inoltre che è stato da te emanato l’atto di indirizzo strategico previsto dall’articolo 10, comma 4 del dl n. 70/2011 con cui, ai fini della realizzazione di questo progetto, sono ridefiniti i compiti e le funzioni di Sogei e del Poligrafico dello Stato”.

“Tale atto - osserva Brunetta - non è stato tuttavia ancora reso pubblico, con il risultato che gli uffici coinvolti nella messa a punto del progetto sono nell’impossibilità di concludere il lavoro. Ti sarò pertanto grato se potrai intervenire dando l’impulso necessario alla realizzazione di un progetto così importante sul fronte dell’innovazione e della modernizzazione del nostro Paese, in particolare rendendo noto il predetto atto di indirizzo”.
Nei giorni scorsi Palazzo Vidoni aveva inviato il Mef a varare i provvedimento attuattivi – nell’ordine – dei pagamenti elettronici, delle ricette mediche digitale e infine della documento elettronico d’identità per i dipendenti pubblici al palo, appunto, per la la mancata attuazione dei decreti.

La Cie era stata ripescata dal cassetto in cui giaceva ormai da anni con il varo del decreto sviluppo dello scorso giugno. Stando a quanto previsto dal provvedimento, la card verrà rilasciata, a partire dal 2012, “a tutti i cittadini indipendentemente dall'età (prima il limite era a 15 anni ndr) anche se l'obbligo di rilevare le impronte digitali è soppresso per i minori di 12 anni”. Gradualmente la carta d'identità elettronica incorporerà anche la tessera sanitaria.

Le “prove generali” del rilancio del documento elettronico sarebbero state fatte, appunto, con la carta destinata ai dipendenti della PA. Ma finora la mancanza dei provvedimenti attuativi ha impedito al realizzazione del progetto che tanti ostacoli ha incontrato sul suo cammino.

A puntare sulla Cie erano stati il ministro dell’Innovazione Lucio Stanca e il suo successore Luigi Nicolais. Poi era arrivato Brunetta che, tutto concentrato sul lancio della Posta elettronica certificata, aveva pensato di allungare i tempi del documento cartaceo a 10 anni, annullando così ogni progetto che puntasse alla digitalizzazione dell’identità almeno fino a giugno quando la Cie era rientrata nei programmi di governo.

Nel mezzo di questi dieci anni una serie di scontri-confronti tra il governo centrale e i Comuni, che avevano sollevato remore sul rilascio di una card poco “finanziabile” con le già magre finanze degli enti locali, e disinteresse da parte dei cittadini, restii a farsi rilasciare un documento che di innovativo aveva ben poco, visto che né il terzo governo Berlusconi né quello successivo guidato da Prodi erano riusciti ad elaborare una strategia di lancio che, oltre la rilascio, prevedesse l’aggancio di servizi pubblici elettronici.

23 Settembre 2011