Accordo Consip-DigitPA. I dirigenti dell'ex Cnipa sul piede di guerra

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Il sindacato Falbi Confsal, rappresentanza sindacale dei manager, invia una lettera al ministro Brunetta: “Subito un incontro per discutere di un'intesa che mette a rischio l’esistenza stessa dell’ente”. In campo anche Cgil e Cisl che in una nota congiunta chiedono un incontro con i vertici: “Bisogna tutelare l’occupazione”

di Federica Meta
I sindacati dei lavoratori di DigitPA scendono in campo contro il possibile accordo con Consip (per leggere la lettera inviata dal presidente Francesco Beltrame ai vertici di Consip, clicca qui e qui) che darebbe in capo alla società del Mef la gestione delle gare per i progetti Ict pubblici e la gestione dei fondi collegati a tali contratti.
Il Falbi Confsal che riunisce i dirigenti dell’ex Cnipa ha inviato una lettera al ministro della PA e innovazione, Renato Brunetta, di cui il Corriere delle Comunicazioni è venuto in possesso. La missiva, oltre a denunciare le difficoltà in cui versa DigitPA, punta il dito direttamente contro l’intesa a cui stanno lavorando Beltrame e Domenico Casalino, Ad di Consip.

“L’ultima brillante iniziativa degli organi di vertice che riguarda un accordo di collaborazione tra DigitPA e Consip, trasferisce alla stessa Consip, peraltro a pagamento da parte di DigitPA, alcune delle principali attività di competenza dell’Ente – si legge nella lettera - Ci chiediamo: Come può il comitato direttivo deliberare una scelta così poco lungimirante e non in linea con le previsioni del nuovo Cad ed i compiti assegnatici dal Dlgs 177 (il provvedimento che ha riorganizzato l'ex Cnipa, trasformandolo in DigitPA ndr) ? Qual’è la strategia che sottende tale decisione? Una prossima chiusura dell’Ente? Giova in questa sede ricordare che in passato l’Ente ha realizzato e gestito progetti di assoluto rilievo che hanno contribuito ad ammodernare tutta la pubblica amministrazione. Tali progetti sono stati realizzati attraverso le professionalità di eccellenza presenti presso l’Ente”.

Secondo il Falbi la linea di condotta assunta dal vertice ha invece prodotto enormi danni nei confronti dei dipendenti dell’ente che “si trovano ora inquadrati nei ruoli di un Ente che precedentemente era un riferimento a livello nazionale ed internazionale per l’Ict e che oggi, invece, può far da riferimento si e no ormai per qualche sprovveduto negozio di fotocopie vicino a viale Marx”.

I dirigenti entrano anche nel dettaglio delle quattro gare oggetto dell’accordo con Consip.  Quella per i servizi di e-Government sul digitale terrestre è nata a dicembre del 2010 e già da gennaio 2011 la documentazione per indirla era pronta “ma mai approvata senza che vi sia stata una seppur minima motivazione”.

La gara per la la gestione dei flussi documentali è un problema annoso. “Dapprima si è cercato di rinnovare il servizio di protocollo informatico in Asp realizzato dal Cnipa e l’ex-Presidente Pistella ha bloccato l’iniziativa – accusa il Falbi - proponendo un fantomatico accordo con il Cnr per sviluppare una soluzione Innovativa che non ha mai visto la luce. Successivamente sono state presentate diverse proposte di evoluzione del servizio che non sono mai state prese in considerazione dagli organi di vertici”.
La gara per lo sviluppo di applicazioni per servizi rivolti a cittadini e imprese deriva da un contratto quadro stipulato nel 2007, è praticamente bloccata da quell’anno “nonostante il personale di DigitPA avesse proposto più volte diverse soluzioni all’ex-presidente del Cnipa Fabio Pistella, diventato Commissario ed infine membro del comitato direttivo di DigitPA”.

Infine la gara per i servizi di progettazione e gestione di reti Lan di nuova generazione, preludio dell’evoluzione del Sistema pubblico di connettività a cui manca – a detta dei dirigenti – “una preventiva ricognizione approfondita degli scenari tecnologici e di mercato disponibili ed un’analisi dei requisiti e delle esigenze prospettate dalle amministrazioni, analogamente a quanto fu fatto nel 2005. In assenza di tutto ciò il personale di DigitPA competente in materia ha presentato diverse proposte di evoluzione cercando di stimolare il confronto con i vertici ma queste, come le altre, non sono state mai prese in considerazione”.

In questo contesto il sindacato chiede a Brunetta come possa avallare un accordo che di fatto relegherebbe DigitPA a un ruolo del tutto di secondo piano, quasi irrilevante.
“Se si continua a perseguire tale politica di stagnazione delle attività e delle decisioni e di un trasferimento, allorquando non una duplicazione, degli obiettivi e delle competenze, assegnate dal Dlgs 177, presso altri organismi si sta causando un danno, non solo alla professionalità dei dipendenti di DigitPA, ma anche alle casse dello Stato per dichiarata incompetenza dei vertici nella gestione dei progetti, delle risorse finanziarie correlate e del personale”.

Anche la Fp-Cgil forte preoccupazione nei confronti dell’intesa. I sindacati – si legge nella nota – “ancora in attesa degli sviluppi dei tavoli aperti da tre mesi sui temi fondamentali che riguardano il personale, in particolare sull’inserimento in ruolo del personale in comando, non condividono affatto scelte che possono comportare un ridimensionamento, se non addirittura la chiusura dell’ente”.

Secondo i sindacati l’accordo con Consip sarebbe in contrasto con le attuali disposizioni di legge “poiché i compiti istituzionali di DigitPA previsti dal Dlgs. 177/2009 all’art 3 comma 2 lett. d) prevedono in modo esplicito la possibilità data a DigitPA di avvalersi di terzi nelle fasi di realizzazione e gestione dei progetti, ma non in quella di predisposizione degli interventi. La fase di predisposizione del progetto comprende evidentemente la fase di progettazione disciplinata al Capo IV del Codice degli Appalti, e quindi avvalersi di Consip in queste fasi appare in totale contrasto con la disciplina istitutiva di DigitPA”.

“Si mette a rischio, inoltre la possibilità di contare sulle risorse che competerebbero all’ente secondo le previsioni dal Dpcm 23 giugno 2010 (4 per mille dei contratti-quadro o convenzioni), risorse che, se introitate così come previsto, potrebbero essere proficuamente indirizzate per sostenere il ruolo e le attività dell’Ente?”
I sindacati chiedono dunque un immediato incontro con i vertici dell’ente.

26 Settembre 2011