Confindustria: "Accelerare sulla PA digitale per tornare a crescere"

IL PIANO

L'associazione degli industriali battezza il "Progetto imprese per l'Italia": leva sulle nuove tecnologie per rendere l'amministrazione più efficiente e ridurre i costi. Spazio anche al credito di imposta per ricerca e innovazione. Marcegaglia: "Non c'è più tempo, agire ora". La replica di Brunetta: "Con il varo del nuovo Cad aperta la strada alla semplificazione"

di Federica Meta
"Non c'è più tempo. Servono scelte immediate e coraggiose". Lo ha detto oggi il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, rivolgendosi direttamente al governo, sottolineando che “il Paese ha bisogno di una politica economica diversa". Per contribuire a rilanciare la crescita Confindustria ha elaborato un documento ad hoc, frutto del confronto fra le associazioni dei datori di lavoro (Confindustria, Abi, rete imprese, cooperative, Ania).

Uno dei capisaldi del "Progetto imprese per l'Italia” è digitalizzazione della pubblica amministrazione, strumento utile per semplificare il dialogo tra imprese e PA e ridurre costi e tempi della burocrazia. Bisogna – secondo Confindustria - “favorire il ricorso alle nuove tecnologie, incentivando l’utilizzo degli strumenti diversi da quelli cartacei, che andranno gradualmente sostituiti con flussi elettronici strutturati ed elaborabili basati su uno standard comune per la rappresentazione delle informazioni”.

Focus anche su ricerca e innovazione, stimolo ad un necessario aumento della produttività. “È necessario uno strumento fiscale automatico, con orizzonte temporale lungo (almeno 10 anni) che incentivi gli investimenti in R&I delle imprese, sia quelli in house, sia quelli realizzati in collaborazione con il sistema pubblico di ricerca e organismi di ricerca. Va prevista una quantificazione preventiva dell’ammontare complessivo richiesto come credito d’imposta, in modo da facilitarne la gestione finanziaria e permettere all’amministrazione pubblica un controllo puntuale dell’utilizzo”. La misura richiederebbe uno stanziamento di almeno 1 miliardo di euro l’anno.

Il primo a rispondere agli appelli di Confindustria è Renato Brunetta. "Siamo talmente d'accordo con le proposte in materia di semplificazione avanzate questa mattina da Emma Marcegaglia e dagli altri amici imprenditori  - sottolinea il ministro della PA e Innovazione - Sono proposte che abbiamo già realizzato oppure siamo impegnati a farle diventare legge e quindi prassi quotidiana a favore dei cittadini e delle aziende".

"Oltre all'approvazione del Codice dell'Amministrazione Digitale (Decreto legislativo n. 235/2010)  - puntualizza Brunetta - ricordo solo alcuni degli ultimi provvedimenti adottati e studiati insieme alle associazioni imprenditoriali: i regolamenti di semplificazione per le Pmi in materia di prevenzione incendi (Dpr n. 151 del 1 agosto 2011) e ambiente (approvato in via definitiva dal Cdm il 28 luglio 2011) nonchè le semplificazioni in materia di privacy, appalti, trasparenza degli adempimenti amministrativi, semplificazione della documentazione d'impresa e acquisizione d'ufficio della documentazione antimafia (decreto legge n. 70/2011 convertito con la legge n. 106 del 12 luglio 2011)".

Secondo Brunetta "gli amici di Confindustria e delle altre associazioni imprenditoriali sanno inoltre come proprio in queste ore li stiamo coinvolgendo nella definizione delle misure per la crescita da inserire nel prossimo Decreto sviluppo. E' certamente un bene che la presidente Marcegaglia abbia ricordato a se stessa e a tutti gli altri le priorità in materia di trasparenza e semplificazione".
"Ci auguriamo adesso - conclude il ministero - che voglia schierarsi attivamente al nostro fianco nella battaglia per la completa eliminazione delle tante inutili scartoffie con le quali una PA opaca e inefficiente vessa da tempo cittadini e imprese".

30 Settembre 2011