Brunetta: "C'è chi resiste all'innovazione? Io sorrido e vado avanti"

LA REAZIONE

Al convegno Forum PA-Siav Academy il ministro replica alla platea che lo contesta: "Grazie alle nostre iniziative di informatizzazione abbiamo portato più efficienza e trasparenza nella PA"

di Federica Meta
"Io voglio l'innovazione, la trasparenza nella pubblica  amministrazione. So che ho una parte di resistenze, ma so che la maggioranza dei dipendenti, degli italiani e delle imprese sta dalla mia parte. La rivoluzione porta con se resistenza; io sorrido e  vado avanti". Lo ha detto il ministro della Pubblica amministrazione e l'Innovazione, Renato Brunetta, concludendo il suo intervento al convegno sull'e-government organizzato dal Forum PA e dalla Siav Academy, di fronte a una platea di imprenditori e dipendenti della pubblica  amministrazione, che in parte ha rumoreggiato durante le  parole del ministro e in parte ha applaudito.

Il ministro ha ricordato tutti gli interventi sul fronte dell'innovazione e ha precisato: "Non voglio dire che siamo stati bravi ma con l'introduzione dell'innovazione e dell'informatizzazione abbiamo portato risparmio, trasparenza, efficienza e merito. C'è una parte della PA che non vuole ma vuole vecchi percorsi e comportamenti; per questa parte il nuovo è come fumo negli occhi". Il ministro, rivolgendo alla platea, ha dapprima sottolineato l'importanza del codice dell'amministrazione digitale "che ho fortemente voluto e per il quale abbiamo un cronoprogramma con cui implementarlo via via".

Poi ha affrontato il tema dei certificati medici online, provocando un certo brusio in sala, sottolineando che la novità "ha consentito di risparmiare tra i 250 e i 300 milioni di raccomandate, 500 inutili archivisti all'Inps mentre si è ridotto il tasso di assenteismo del 32%".  Brunetta ha poi ricordato le iniziative di informatizzazione che si stanno portando avanti nel settore della giustizia e nella scuola.

Oltre che con le contestazione emerse al convegno Brunetta oggi ha dovuto affrontare anche quelle provienti dalla stampa. Nel numero de L'Espresso oggi in edicola si critica la strategia di Palazzo Vidoni, definendola "semolice, semplificata, anzi defunta". Pronta la risposta del ministero per bocca del portavoce del ministro, Vittorio Pezzuto, che, in una lettera inviata al direttore del settimanale, entra nel dettaglio delle iniziative messe in campo.

"Sono ormai 993 le amministrazioni (incluse diverse nostre ambasciate all’estero) che hanno fin qui volontariamente aderito a “Mettiamoci la faccia”, il sistema che utilizza le ‘faccine’ come modalità di rilevazione della soddisfazione dei loro clienti - scrive Pezzuto - In totale sono stati finora raccolti 9,5 milioni di feedback (di cui quasi 4 milioni dall’inizio del 2011) e nel complesso l’81% dei cittadini si dichiara soddisfatto del servizio ricevuto".

"La Pec è ormai uno strumento largamente diffuso, sia in tutte le PA centrali e locali (in www.indicepa.gov.it sono finora rubricati circa 25.000 loro indirizzi) sia presso oltre 700.000 imprese e oltre 1,5 milioni di professionisti mentre 1,1 milioni di cittadini hanno fatto finora richiesta di attivazione del servizio - sottolinea la missiva - Questo strumento ha tra l’altro ottenuto piena valenza giuridica non solo in termini generali attraverso l’approvazione del nuovo Codice dell’Amministrazione Digitale (Decreto legislativo n. 235/2010) ma anche attraverso disposizioni specifiche in settori con normativa speciale, quale il mondo della giustizia".
 Focus anche sui certificti di malattia online: "Da febbraio a ieri ne sono stati inviati elettronicamente più di 16 milioni. Si tratta di un’importante rivoluzione digitale che coinvolge direttamente 17,5 milioni di lavoratori dipendenti (che non sono più costretti a spendere circa 7,5 euro per spedire le due raccomandate al proprio datore di lavoro e all’Inps), oltre 200mila medici e circa 5 milioni di imprese".

Intanto appena ieri il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, ha bloccato i progetti relativi alla carta di identità digitale per i dipendenti pubblici e i pagamenti elettronici nella PA, rispettivamente, per mancanza di copertura finanziaria e dell'ok della Ragioneria generale dello Sato.

07 Ottobre 2011