Trento, la Provincia punta sul telelavoro

ENTI LOCALI

Via allo studio di fattibilità per far salire da 15 e 200 il numero degli impiegati pubblici "a distanza". L'assessore Gilmozzi: "Puntiamo a ridurre del 50% i costi di gestione del personale"

di F.Me.
Parte lo studio di fattibilità del "Progetto TelePat", dedicato allo sviluppo delle modalità di applicazione e realizzazione del Telelavoro per i dipendenti della Provincia autonoma di Trento. Lo ha reso noto oggi l'assessore all'urbanistica, enti locali e personale, Mauro Gilmozzi.

Nelle prossime settimane sarà inviato ai dipendenti provinciali un questionario informatizzato, predisposto dal Servizio per il personale, per individuare l'interesse a tale modalità di lavoro e le attività telelavorabili. L'obiettivo è fare salire dagli attuali 15 a 200 il numero di impiegati che usa questa modalità nell'arco di tre anni.

''Questo progetto rientra nel complessivo piano di riorganizzazione della Pubblica amministrazione - spiega Gilmozzi - per la riduzione di costi. I costi di gestione, sulla base di simulazioni effettuate, possono essere abbattuti già nel primo anno del 50% e del 12% i costi per gli spazi di utilizzo. E' inoltre una misura che concilia lavoro e famiglia, favorisce un uso più diffuso sul territorio dell'Ict e valorizza ulteriormente l'ambiente''.

Secondo analisi ufficiali il 70% del personale provinciale attualmente in servizio potrebbe avere le caratteristiche e l'interesse al telelavoro. ''Il numero a regime di chi potrebbe rientrare nel telelavoro - conclude Gilmozzi - dovrebbe essere di 3.000 dipendenti. I termini contrattuali non cambiano e tre sono le modalità di telelavoro proposte: telelavoro domiciliare, in telecentri e mobile''.

21 Ottobre 2011