Le impronte? Lasciano il 'segno digitale' sui passaporti italiani

BIOMETRIA

Potenza e Grosseto i primi due Comuni sperimentatori. Ma il documento elettronico sarà presto realtà in tutta Italia

Anche in Italia arriva il passaporto elettronico. Da oggi, infatti, due Comuni sperimentatori – Grosseto e Potenza, ma presto il sistema sarà operativo in tutto il Peaese – adottano il documento con annesso microchip dove “immagazzinare” le impronte digitali di tutti i richiedenti, fatta eccezione per i minori di 12 anni.
La procedura è prevista dal regolamento europeo del 2004 secondo il quale tutti i passaporti elettronici devono contenere la fotografia in formato elettronico e le impronte digitali del titolare. “Il passaporto elettronico – spiega il Dipartimento della Pubblica Sicurezza in una nota - non cambierà l’aspetto esterno e il microchip interno conterrà la informazioni biometriche in modalità protetta”. Con la nuova procedura, solo le questure e i commissariati saranno abilitati alla rilevazione delle impronte, mentre rimarranno invariate le competenze di Comuni e Carabinieri per l'accettazione delle istanze e dei relativi passaporti.

Per quanto riguarda i dati acquisiti, questi verranno inviati a sistemi centrali (come l’Afis -Automated fingerprints identification system, il casellario centrale d’identità del ministero dell’Interno) per rimanervi solo il tempo necessario all’espletamento di tutta la fase istruttoria. Verranno quindi cancellati al momento della stampa del passaporto e della verifica della sua funzionalità. Ancora il Dipartimento di Pubblica Sicurezza  assicura che “non esiste alcun rischio di schedature di massa, né di un’illecita archiviazione di dati sensibili. Il controllo verrà fatto direttamente tra l’immagine dell’impronta contenuta nel microchip del passaporto e l’impronta del polpastrello del viaggiatore, letta da un’apposita macchinetta al posto di frontiera”. Lo stesso sistema adottato negli Stati Uniti.

Il regolamento per il nuovo passaporto, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 27 giugno, stabilisce anche come devono esser prese le impronte, ovvero a partire dall’indice della mano destra e a seguire dall’indice della mano sinistra. Se non è possibile prendere l’impronta dell’indice, bisognerà rilevare nell’ordine quella del dito medio, dell’anulare e del pollice di ciascuna mano  Per ottenere un’impronta che possa essere utilizzata nei sistemi di controllo alle frontiere, inoltre, verranno effettuati almeno tre tentativi di acquisizione e sarà scelta l’immagine migliore.
Il regolamento definisce anche nuove regole anche per le foto digitali. Che dovranno “mostrare chiaramente il volto”.

29 Giugno 2009