Anno 2211: l'Italia celebra la rivoluzione digitale innescata da Monti

SCENARI FUTURI

La carta? Solo un reperto storico. La Pubblica amministrazione una "macchina" di servizi web e interattivi. Così il nostro Paese immaginato fra 200 anni

di Paolo Colli Franzone, direttore generale di Netics
Da un antico manoscritto (anno 2211 DC), ritrovato sotto le macerie di un vetusto fabbricato romano situato in quella che una volta si chiamava “Piazza Colonna”.

“La fine dell’anno 2011 dopo Cristo ha segnato la svolta definitiva dell’Italietta sabauda, grazie all’operato di qualche coraggioso governante che fu capace, innanzitutto, di abbattere le straordinarie mura difensive a suo tempo erette dall’unica, vera, grande Casta: quella che oggi si è scoperto essere stata la “Grande Loggia della Ceralacca”, costituita da una congrega di Burontosauri della Macchina Statale al solo scopo di autoproteggersi e perpetrarsi nei secoli.

Il primo provvedimento dirompente fu il “Decreto MaiPiù”, chiamato anche volgarmente “Xerox Tax”: l’IVA sui fotocopiatori venne innalzata al 70%, e contestualmente le risme di carta A4 furono equiparate alla marjuana ed altre sostanze psicotrope e ne venne bandita la vendita. Entusiasmo generale si ebbe allorquando l’invito a presentare offerte tecnico-economiche in buste sigillate con ceralacca fu equiparato allo stupro di giovinette, con tanto di obbligo di pubblicazione di foto segnaletica dell’estensore del bando sul sito Web della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Chi tra i funzionari e dirigenti della PA veniva scoperto a maledire il suo PC (o tablet) e contemporaneamente a idolatrare feticci di penne d’oca ed annusare la penetrante fragranza dell’inchiostro “Pelikan”, veniva subitaneamente invitato ad associarsi alla pittoresca “Colonia degli Ex”, repentinamente istituita nella ridente isoletta di Pianosa. Lì avrebbe potuto serenamente concludere i suoi giorni terreni assistendo con godimento intimo alla proiezione di filmati che mostravano virili Impiegati dello Stato intenti a timbrare carte sino allo sfinimento mistico, mentre un gineceo di steno-dattilografe ansimava un gutturale “vada più piano, Eccellenza, che non riesco a seguirla”.

Fu anche promulgata la ormai famosissima Legge “NonMiFreghiMaiPiù”, attraverso la quale una simpatica combriccola di sedicenti “Imprenditori IT”, da decenni avvezzi a vincere gare al massimo ribasso rifilando “sole” (testualmente, nel manoscritto) alle care vecchie “stazioni appaltanti”, fu letteralmente sgominata e riconvertita a più sani esercizi manuali di raccolta di pomodori nell’agro lazio-campano e dalle parti del Salento.
Al noto “Codice dell’Amministrazione Digitale” furono finalmente aggiunte le doverose postille circa il “cosa di poco bello dal punto di vista occupazionale e giudiziario ti potrà mai succedere, o mio caro, se non darai seguito a queste norme”.

Venne inoltre severamente perseguito il reato di “istituzione di un tavolo”, con particolare riferimento ai temi dell’e-government e della sanità elettronica. Chiunque fosse stato sorpreso a parlare per più di venti minuti intorno a “condivisione degli obiettivi coi principali stakeholder, finalizzata alla ricerca di una convergenza sulla piattaforma” veniva immediatamente sottoposto a trattamento sanitario obbligatorio o, a scelta, rinchiuso a Castel Sant’Angelo. “

… omissis …

“Fu da questo insieme di piccole grandi misure che ebbe inizio quella che gli storici chiamano “La Svolta”.
Per incanto, ma mica poi troppo, la spesa pubblica subì una contrazione di dimensioni paragonabili alle ormai dimenticate “manovre”. E la semplificazione introdotta grazie alla digitalizzazione coatta generò benefici alle imprese in misura così grande da far persino dimenticare quel boccone amaro e indigesto chiamato IRAP.
Improvvisamente, frotte di funzionari e dirigenti ministeriali, regionali e comunali corsero ad acquistare tablet touch screen di ultimissima generazione, in una lotta spasmodica all’ultima App.
L’Ufficiale di Stato Civile di Roncofritto venne elevato agli onori della cronaca allorquando apostrofò su Facebook il suo collega di Roccacannuccia: “Embè? Ti ho mandato tre minuti fa via mail la pratica di cambio di residenza di Persichetti Romolo. Perché non mi hai ancora risposto?”

Fino a quando, in una notte di plenilunio, sulla scalinata del Viminale fu distintamente riconosciuto un temutissimo Prefetto sino ad allora famoso per essersi strenuamente battuto in difesa del “Dio Faldone”, nell’atto di ululare a squarciagola: Stay hungry, Stay foolish!”


Ecco: vorremmo che accadesse così.
Buon lavoro, Presidente. Buon lavoro, Ministri!

25 Novembre 2011