Smi: "Le Regioni blocchino la ricetta elettronica"

E-HEALTH

Il Sindacato dei medici italiani scende in campo contro il progetto: "Costi troppo alti e aggravio eccessivo per i medici di base"

"Diffidiamo tutte le Regioni, in particolare quelle in Piano di rientro e quindi compresa la Campania, dal passare al sistema della ricetta elettronica finché questo significherà un aumento di costi e un aumento del lavoro per i medici di base". A dirlo è il vicesegretario nazionale del Sindacato medici italiani (Smi), Luigi De Lucia, al presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro, e al ministro della Salute, Renato Balduzzi, intervenuti oggi a Napoli a un convegno sul cancro.

"Chi si dovrà fare carico delle spese per passare alla ricetta elettronica? - domanda polemicamente De Lucia - In mancanza di un impegno regionale saranno proprio i medici di medicina generale a dover colmare questa lacuna e noi dello Smi siamo fermamente contrari a questa ipotesi". De Lucia spiega che un medico, per inviare i dati delle cosiddette ricette elettroniche, impiega in media almeno due ore di lavoro extra e che per farlo deve aggiornare la sua attrezzatura con computer nuovo, software specifici e connessioni Internet più veloci che comunque comportano dei costi. "Ferma restando la volontà dello Smi di puntare all'innovazione e alla modernizzazione della medicina generale - dice De Lucia - ci opponiamo all'aggravio di lavoro e di spesa tutta solo a carico dei medici. Per questo chiediamo alle Regioni e alla Campania di non passare a regime con la ricetta elettronica finché non si sarà stabilito a chi toccano le spese e finché non ci sarà riconosciuto economicamente il tempo di lavoro in più".

©RIPRODUZIONE RISERVATA 13 Marzo 2012

TAG: sanità, e-health, ricetta elettronica, medici di base, Luigi de Lucia

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