Agenzia digitale, nomina del direttore a rischio ricorso

GAZZETTA UFFICIALE

Nell'avviso pubblico per la selezione del direttore generale, pubblicato in Gazzetta ufficiale, l'indirizzo e-mail a cui inviare il curriculum è errato. Ora i candidati che hanno spedito il cv alla casella sbagliata potrebbero rivolgersi al Tar per vizio di procedura

di Federica Meta

Doveva essere un bando all’insegna della trasparenza e invece rischia di essere un gran pasticcio. L’avviso pubblico per selezionare il direttore generale dell’Agenzia per l’Italia digitale, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, contiene un indirizzo di posta elettronica certificata sbagliato: agenziaitaliadigital@pec.governo.it. Si tratta della casella al quale i candidati devono inviare i curricula entro oggi 2 ottobre. L'errore non viene ripetuto sul sito dei ministeri (Miur, Mise, e Funzione pubblica) dove compare, invece, la e-mail esatta: agenziaitaliadigitale@pec.governo.it.

Il rischio ora è che i candidati che hanno inviato il proprio cv all'indirizzo errato, senza aver consultato quello riportato sui siti dei ministeri, possano fare ricorso al Tar per vizio di procedura. Per evitarlo il governo dovrebbe riaprire i termini per il deposito dei curricula con un procedimento noto come "autotutela della PA".

Un bando “sfortunato” quello per la scelta del nuovo direttore.  Nell’avviso c'è anche un vistoso errore nella data. “Per quanto non espressamente citato nel presente bando, si rinvia alla norma istitutiva dell'Agenzia per l'Italia Digitale (decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83 convertito con modificazioni nella legge 7 agosto 2012, n. 134). Il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, in virtù della delega conferita al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca con il D.P.C.M. 13 dicembre 2012, svolge le funzioni di supporto alla procedura”.  Il Dpcm a cui i testo fa riferimento risale in realtà al 13 dicembre 2011. In più sul sito del governo la data è stata corretta a penna con un richiamo in calce: “leggasi 2011”.

Lo sbaglio, che nessuno degli uffici legislativi sembra essere stato in grado di rilevare, è stato ripetuto anche nella pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

E gli errori non finiscono qui: la parte finale dell’ultima pagina, che avrebbe dovuto riportare le firme dei ministri competenti, è tagliata di netto dalla scansione per cui le firme non si vedono.

Senza contare che la pubblicazione in Gazzetta arriva ben oltre il termine previsto per legge. Ricapitolando: il governo con un Decreto Legge del 26 giugno, aveva fissato al 26 luglio il termine per nominare il direttore generale dell’Agenzia dell’Italia digitale, previa pubblicazione dell’avviso in Gazzetta. In sede di conversione in legge del decreto, però, la data è fatta slittare al 27 agosto. Ma anche il 27 agosto passa senza che la scelta del Dg sia fatta.  

L’11 settembre – 15 giorni dopo la “dead line” del 26 agosto - l’avviso per la selezione viene pubblicato online sui siti dei ministeri ma non in Gazzetta. Bisognerà aspettare il 17 settembre.

Intanto si mobilita anche il Parlamento. Sono quattro le interrogazioni presentate alle Camere: le due dei senatori Idv Elio Lannutti e Felice Belisario, quella del  deputato Pd-Radicali Marco Beltrandi e quella del deputato del Pdl Alessio Butti.

 

 

 

 

 

 

 

©RIPRODUZIONE RISERVATA 02 Ottobre 2012

TAG: agenzia italia digitale direttore generale bando, pec, marco beltrandi, elio lannutti, felice belisario, alessio butti

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