Poste e Telecom Italia amiche per la Pec

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Le due aziende avrebbero messo a fattor comune le competenze per partecipare al bando di gara del Ministero della PA e Innovazione. In campo anche il tandem Aruba-Lottomatica

di Federica Meta
Il bando per la posta elettronica certificata continua a far parlare di sé. Dopo l’articolo pubblicato dal Corriere delle Comunicazioni nello scorso numero, il ministero della PA e Innovazione, che quel bando lo ha fatto, ci tiene a mettere i puntini sulle i della polemica sollevata dal caso Poste Italiane, presunta azienda “avvantaggiata” dai requisiti tecnici richiesti dal disciplinare di gara. Requisiti che, però, non devono necessariamente fare capo ad una sola impresa. “Il bando di gara parla esplicitamente di possibilità di raggruppamenti temporanei di impresa - precisano dal Dit -. Non è specificato da nessuna parte che debba essere una sola azienda ad avere tutti i requisiti richiesti. Al contrario è possibile che anche due o più società si accordino per mettere a fattor comune il loro know-how tecnologico e la loro rete, proprietaria o meno, per partecipare alla gara”. Il primo raggruppamento “virtuoso” per mettere le mani su un progetto innovativo che vale circa 50 milioni di euro si sarebbe già attivato per partecipare alla gara. Stando a quanto risulta al Corriere delle Comunicazioni, Poste italiane e Telecom Italia avrebbero messo a fattor comune le rispettive capacità: la prima, una presenza sul territorio che in Italia non ha eguali e la seconda, un know-how tecnologico decisamente all’avanguardia.

Una massa d’urto, quella messo in piedi dalle due imprese, che se la dovrà vedere con altri due concorrenti di caratura come Aruba e Lottomatica. Ancora secondo quanto appreso dal Corriere delle Comunicazioni, il service provider, che è uno dei gestori Pec certificati dal Cnipa, avrebbe trovato un accordo con Lottomatica: l’azienda leader nel mercato dei giochi legali metterebbe a disposizione la sua rete di punti vendita che coprono l’80% dei comuni italiani con popolazione residente superiore ai 10mila abitanti, così come richiesto dal bando. “Va tenuto conto del fatto - sottolineano ancora gli esperti di Brunetta - che il bando prevede il cosiddetto ‘avvalimento’, ovvero la possibilità di un’azienda di avvalersi delle competenze di un’altra, anche più piccola, per rispondere ai requisiti previsti dal  bando di gara”.
Questi accordi virtuosi risponderebbero alle esigenze del progetto “Pec pubblica” che deve raggiungere tutti i cittadini, anche quelli residenti in zone marginali, dove non mancherà certo un ufficio postale e anche un punto Lottomatica. “Dobbiamo garantire  una reale capillarità del servizio in risposta ai requisiti previsti dal Dpcm dello scorso maggio che norma la mail certificata - rimarca il ministero -. Non ci possiamo permettere di lanciare un progetto Paese come la Pec senza che effettivamente tutti i cittadini possano comodamente accedervi”.

A rimanere fuori dalla gara, invece, i tabaccai di cui finora si era parlato come possibili partecipanti alla gara, quantomeno per gli sforzi messi in campo con il progetto Reti amiche, ovvero quello che permette ai cittadini di fruire di alcuni dei servizi della PA direttamente nei punti vendita aderenti alla Fit (Federazione italiana tabaccai).
Chiunque vincerà la gara, comunque, si troverà a dover gestire un progetto come quello della Pec che vale 50 milioni di euro e destinato esclusivamente alle comunicazioni tra PA e cittadini. Cosa che ha fatto storcere la bocca a chi pensava che la Pec sarebbe servita anche per altri tipi di rapporti. Il disciplinare regola una Cec-Pac (Comunicazione elettronica certificata tra PA e cittadino). “Anche in questo caso abbiamo rispettato il Dpcm che ha normato una casella  per permettere agli utenti di dialogare agevolmente con la PA - spiegano al ministero -. Non potevamo regalare (la Pec sarà gratuita, ndr) uno strumento utilizzabile in ogni settore. Saremmo entrati a gamba tesa nel mercato privato degli operatori Pec. Quale operatore sarebbe stato in grado di competere con una Pec pubblica gratuita?”. Nessuno, effettivamente.

28 Settembre 2009