E-book, il silenzio delle lobby

TRIPWIRE

L'acqua torbida s'è richiusa e nessuno sembra ricordarsene più. Ancora da capire come si possa contrapporre la cartella sanitaria al libro elettronico

di Piero Laporta

Trovo significativa la quantità inusuale di commenti – alcuni alquanto acidi – che accolsero Tripwire a proposito dell’e-book. Trovo ancor più significativo, avendo raccontato un fatto, documentandolo con un video, narrante la maniera con la quale l’e-book fu espulso dall’aula parlamentare prima che da quella scolastica, che si argomenti pro o contro, dimenticando che contro i fatti non valgono gli argomenti, persino nel giornalismo.

Tuttavia meglio commenti fuori centro che il silenzio. Pochi giorni dopo la pubblicazione della rubrica, affiorò la presenza prezzolante delle lobby in Parlamento. Il presidente del Senato, Piero Grasso, profferì qualche ammonimento, dopo di che l’acqua torbida s’è richiusa e nessuno sembra ricordarsene più. Silenzio. Tornando ai commenti sull’e-book, mi ha colpito uno che chiude così: ”Nella sanità, il fascicolo elettronico (e la cartella sanitaria connessa) è molto più utile dell’e-book”. Non ho afferrato come si possa contrapporre una cartella sanitaria a un e-book, tra l’altro proposto in tutt’altro contesto che quello ospedaliero. L’approdo alla Sanità del ministro Lorenzin ingenera un sospetto che mettiamo subito da parte. Siamo indietro rispetto al mondo moderno. Punto. Linda Lanzillotta al Corcom: “Questo governo ha perso l’ennesima occasione per unificare la governance dell’Agenda digitale sotto la responsabilità di Palazzo Chigi. Il rischio è che da questa deleteria frammentazione non se ne esca”. Difficile darle torto osservando che cosa si dice e si tace su e-book e lobby parlamentari.

Un dettaglio mi intriga: dove finirono quanti lanciavano anatemi contro il consumo della carta? Oops...Cambiarono lobby?

©RIPRODUZIONE RISERVATA 03 Giugno 2013

TAG: beatrice lorenzin, e-book, piero grasso

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