i2012 il Piano "bis" per l'e-government

LA NUOVA PA

Il capo del Dit, Renzo Turatto, svela i dettagli del nuovo progetto. Risorse e interventi focalizzati su tre aree "quick win": Scuola, Sanità e Giustizia

di Federica Meta
E-gov 2012 cambia faccia. Il mega piano telematico del governo presentato lo scorso febbraio “per ammodernare il Paese e portarlo verso il futuro digitale” - annunciava a suo tempo il ministro per la PA e Innovazione, Renato Brunetta - ridimensiona, ma allo stesso tempo focalizza le proprie finalità.

Dei 27 obiettivi, suddivisi in settoriali, territoriali, di sistema e internazionali, Palazzo Vidoni ha deciso di puntare - almeno nel breve periodo - su tre aree considerate “quick win”, ossia Scuola, Sanità e Giustizia, nonché su tre obiettivi settoriali (Sistema pubblico di connettività, Servizi digitali e Dematerializzazione). Sul nuovo corso ha fatto il punto nei giorni scorsi a Capri il Capo Dipartimento Innovazione e Tecnologie, Renzo Turatto, in occasione del convegno organizzato da Between sulla banda larga.
“Dobbiamo cambiare strada”, ha detto il “braccio armato” di Brunetta per l’Innovazione. “In Italia bisogna fare i conti sia con il fatto che, a fronte delle risorse infrastrutturali già in campo, non si sono sviluppati adeguati servizi, sia con la scarsa disponibilità di risorse economiche, pur a fronte di grandi potenzialità di sviluppo dell’innovazione. Nella seconda stesura del piano stiamo tenendo conto di questi limiti”.

Stando a quanto risulta al Corriere delle Comunicazioni il “nuovo” programma avrebbe anche cambiato nome: la versione “bis” si chiamerà i2012. La release riveduta e corretta, oltre che a ricalibrare gli obiettivi punta a “rafforzare” ulteriormente le partnership con le aziende hi-tech, già avviate dal ministro Brunetta nei mesi scorsi, e a estendere gli orizzonti ad altre realtà imprenditoriali. Partnership fin dall’inizio focalizzate sugli obiettivi quick win - con Microsoft e Sun Microsystems sono stati avviati progetti per la Scuola digitale, mentre con Adobe per la demateralizzazione - e che ora faranno la parte del leone.

D’altronde la strategia di Brunetta è più che chiara: si vuole spingere sull’innovazione a costo zero (gli accordi con le imprese non costano nulla allo Stato) e in più si vuole “fare rete”, tanto per usare un’espressione cara al ministro. In sostanza si vuole fare il salto nel digitale creando un processo virtuoso di “filiera” che partendo dall’azienda fornitrice di tecnologie arriva al cittadino che usufruisce del servizio.

Il cittadino-utente sarà l’altro perno su cui farà leva il Piano bis: i2012 raccoglierà anche la sfida del digital divide culturale. “Non ci si può fermare davanti all’analfabetismo informatico - ha precisato Turatto -. Il fatto che ci sia un numero troppo alto di cittadini che non sa usare Internet o non sa cosa sia una e-mail non può essere un pretesto per non sviluppare servizi innovativi. La PA, in questo senso, deve svolgere un importante ruolo pedagogico”.

E dove, invece, la conoscenza informatica c’è ma mancano le infrastrutture? “Il nuovo piano focalizzerà l’attenzione su due fronti distinti ma che andranno ad essere collocati in un pacchetto unico di iniziative - ha Il ministero lavorerà in tandem con lo Sviluppo economico - ha annunciato Turatto - per attuare al più presto il Piano Romani. E poi si spingerà l’acceleratore sull’implementazione e il miglioramento delle performance del Sistema pubblico di connettività, la intranet della PA”.

i2012 servirà inoltre a fare da testa d’ariete per rinnovare le regole del Codice dell’amministrazione digitale (Cad) che a soli quattro anni dalla sua emanazione ha già bisogno di un restyling. “Abbiamo una delega dal Parlamento per riformare il Codice e contiamo in pochi mesi di dare stabilità e quadro organico e razionale al sistema - ha detto Turatto -. Il Cad è ancora pieno di “varchi”, di punti di fragilità. E un sistema di regole fragili porta gli amministratori pubblici a rimandare investimenti”.

23 Ottobre 2009