E-Gov 2012, pronto il piano delle Regioni

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di Federica Meta
Nel piano si vedono, ma non ci sono. A leggere nel dettaglio E-gov 2012 si trovano citate le Regioni nella sezione dedicata agli obiettivi territoriali e a quelli settoriali. Ma oltre la semplice citazione il piano non va. Già prima del varo del piano il ministro Brunetta aveva preferito optare per i protocolli di intesa a latere da siglare con i singoli governatori piuttosto che cercare una strategia comune con tutte le Regioni: a fine 2008 avevano firmato Lombardia, Campania, Veneto e Toscana.
Ma dopo il lancio di E-Gov 2012 anche gli accordi si sono fermati. Lo stop si deve alle stesse Regioni che, in questi mesi, hanno lavorato congiuntamente per definire linee guida comuni sull’innovazione, elaborando una sorta di “contropiano” da sottoporre al titolare di Palazzo Vidoni. Il documento, oltre a restringere il campo d’azione di E-Gov 2012 stabilendo degli obiettivi prioritari, dovrà fare anche da cornice per le prossime intese tra Brunetta e gli enti regionali.

“Abbiamo predisposto due testi, uno più strettamente politico e uno programmatico - rivela Gaudenzio Garavini, direttore generale Organizzazione, personale, sistemi informativi e telematica della Regione Emilia Romagna, nonché braccio destro per l’innovazione di Vasco Errani e vice presidente del Cisis (Centro interregionale per i Sistemi informatici) -. Quello politico rappresenta la base da cui rilanciare una collaborazione strategica governo-Regioni, riattivando la Commissione per l’innovazione (voluta dall’ex ministro Linda Lanzillotta ndr) come luogo preferenziale di scelta e dibattito; l’altro è più programmatico e individua 12 progetti prioritari da avviare all’interno dei tavoli di lavoro della Commissione”.
I progetti riguardano gli interventi infrastrutturali (connettività e banda larga), la dematerializzazione, la circolarità anagrafica, il fisco digitale, la cooperazione applicativa, i beni culturali, nonché settori a competenza prevalentemente regionale, come la sanità e l’infomobilità. Tutti ambiti dove gli enti vantano una pluriennale esperienza di digitalizzazione. Come dimostra il progetto Icar (Interoperabilità e Cooperazione applicativa in rete tra Regioni) grazie al quale, a partire da giugno, si inizierà a dispiegare un modello condiviso di cooperazione applicativa sul territorio nazionale; oppure il progetto dematerializzazione che, entro 30 mesi, metterà disposizione un modello per tutta la catena della digitalizzazione, dal protocollo informatico fino ad arrivare ai poli archivistici digitali. Due esempi che gli enti portano per evidenziare come sia necessario proseguire sulla strada dell’innovazione, senza perdere quello che è già stato fatto.

Il dubbio delle Regioni è che il governo abbia fatto i conti senza l’oste, stilando un piano che non tiene conto dei processi locali già avviati, con pericolosi rischi di sovrapposizione e duplicazione di obiettivi e progetti. Ci sono dei comparti - la scuola è il più emblematico - dove si sono, sì, identificati i traguardi da raggiungere (strumenti didattici innovativi e connettività veloce in tutte le scuole entro il 2010) senza però chiarire chi deve fare cosa.
E, soprattutto, non cercando un’integrazione con le esprienze di didattica hi-tech sperimentate a livello locale. “In un settore strategico come l’istruzione bisogna definire il campo di azione di governo, Regioni e Province - spiega Andrea Nicolini, project manager per Icar al Cisis -. Se prima non si avviano azioni di decentramento decisionale gli obiettivi di E-gov rischiano di rimanere al palo”. Come a dire che senza definire le competenze regionali il piano non arriva da nessuna parte.

Ci sono, poi, aperte questioni di natura organizzativa. A cominciare dal change management: chi si occuperà di definire gli standard per rendere omogenei i progetti? Chi di formare il personale della PA? Domande che necessitano di risposte in tempi brevi. Magari prima dell’8 aprile, data in cui è prevista la Conferenza delle Regioni, l’occasione per presentare il contropiano e firmare il protocollo quadro sull’innovazione tra il presidente della Conferenza, Vasco Errani e Brunetta.

23 Marzo 2009