PA digitale, nel nuovo Codice sanzioni per i fannulloni dell'innovazione

E-GOV

Le nuove regole prevedono premi per gli enti virtuosi. Il ministero della PA: "Allineeremo l'amministrazione italiana a quelle dei Paesi più avanzati"

di Federica Meta
Riforma del Codice dell’Amministrazione Digitale sempre più vicina. Il ministero della PA e Innovazione fa sapere che il Consiglio dei ministri, riunitosi oggi a Reggio Calabria, ha avviato positivamente l’esame della riforma del Cad, proposta dal ministro Brunetta. 
L’ok del Cdm potrebbe fine a un percorso di innovazione, iniziato 5 anni fa con l’emanazione delle regole di digitalizzazione della Pubblica amministrazione, e proseguito con la legge delega (n. 69/2009) al governo in cui il Parlamento ha dettato i principi e i criteri direttivi per adeguare il complesso di norme al veloce sviluppo delle Ict.

“Il Cad traccia il quadro legislativo generale entro cui può e deve attuarsi la digitalizzazione dell’azione amministrativa – si legge in una nota del ministero -. Occorrono consistenti interventi sia sul piano normativo sia quello amministrativo per allineare le amministrazioni italiane a quelle dei Paesi più avanzati. Altrimenti strutture obsolete e procedure interminabili continueranno a gravare il sistema Italia di costi e di adempimenti tali da scoraggiare l’afflusso di capitali internazionali a vantaggio di Paesi, anche emergenti, che hanno più decisamente imboccato la strada della modernizzazione e della semplificazione amministrativa”.
Come fare? Il governo intende “sviluppare in modo deciso, concreto e operativo il grande progetto della Pubblica amministrazione impostato nel 2005, cioè dare effettività all’impianto del Codice attraverso misure premiali e di sanzione così come a meccanismi di incentivazione a favore delle Amministrazioni più  virtuose, garantendo loro la possibilità di riutilizzare, almeno in parte, i risparmi ottenuti grazie alle tecnologie digitali”.

Nello specifico la riforma punterà su quattro direttici: premiare le migliori pratiche; assicurare un miglior servizio e relazioni semplificate con i cittadini e le imprese; implementare e controllare la digitalizzazione dell’Amministrazione e alimentare tale processo con i risparmi derivanti dalla riorganizzazione delle strutture e dei servizi; incrementare la sicurezza dei dati, dei sistemi e delle infrastrutture.
“L’intervento riformatore è comunque strutturato in modo da consentire alle amministrazioni di realizzare gli interventi di loro competenza in un ragionevole lasso di tempo e con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili – conclude il ministero - senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, come previsto dalla legge delega”.

Una riforma, quella del Cad, che rimette al centro dell'e-gov il ruolo pubblico. Tema particolarmente caro al ministro Brunetta.
'Il ruolo dell'attore pubblico è cruciale, non solo per la competenza regolamentare e per i servizi che ad esso spetta erogare, ma anche per il suo potenziale contributo alla domanda di innovazione del Paese - ha infatti ribadito il titolare di Palazzo Vidoni in un messaggio inviato alla Giornata marconiana promossa dalla Fondazione Ugo Bordoni alla Camera - La PA può e deve trasformarsi in un vero e proprio driver di innovazione". A tale proposito il "piano di ammodernamento e rilancio per rendere la pubblica amministrazione più efficiente "tramite le misure messe in campo dalla riforma della PA e dal piano di e-Government".

Raggiungere questi obiettivi vorrebbe dire "un recupero del 10% di efficienza che, nell'arco di circa cinque anni, si tradurrebbe in una maggiore crescita complessiva pari ad almeno 2 punti di Pil".

 

28 Gennaio 2010