Il Cdm approva il Codice digitale: via all'ufficio unico per l'Ict nella PA

LA RIFORMA

Riformato il Cad del 2005: tre anni di tempo per digitalizzare completamente la macchina pubblica. "Con la PA digitalizzata una risposta efficace contro i fenomeni di corruzione"

di Margherita Amore
Oggi il Consiglio dei ministri ha approvato lo schema di decreto legislativo, che integra e modifica il Codice dell'amministrazione digitale (emanato nel 2005)
"Un provvedimento importantissimo per passare dalla carta all’elettronica, che investirà tutti i cittadini", sottolinea il ministro della PA e Innovazione, Renato Brunetta, promotore del nuovo Cad.

Il testo, che dovrà essere esaminato dalla Conferenza Stato-Regioni nonché dalle Commissioni parlamentari competenti (atteso anche il vaglio del Garante per la Privacy) mira a digitalizzare completamente la macchina pubblica di qui ai prossimi tre anni, in coerenza quindi con il Piano e-Gov 2012.

"Le modifiche organizzative intervenute nelle amministrazioni pubbliche rendono inoltre necessario l’adeguamento ai criteri di efficienza ed efficacia che permeano i nuovi indirizzi strategici del Governo - si legge nella nota emessa da Palazzo Chigi.
Obiettivo principale del provvedimento è modernizzare l’apparato pubblico con l’individuazione e la diffusione dei più evoluti strumenti tecnologici in modo da semplificare i rapporti con cittadini ed imprese e fornire risposte sempre più tempestive. Sarà così possibile avvicinare di più la pubblica amministrazione alle esigenze dei cittadini, e, sotto il profilo economico, conseguire un forte recupero di produttività".

Le novità della "riforma" riguardano la creazione di un ufficio unico responsabile delle attività Ict, la razionalizzazione organizzativa e informatica dei procedimenti, l'introduzione del protocollo informatico e del fascicolo elettronico. Spazio anche alla semplificazione dei rapporti con cittadini e imprese grazie all'introduzione di pagamenti informatici, scambio di dati tra imprese e Pa, la diffusione e l'uso della posta certificata, l'accesso ai servizi in rete, l'utilizzo della firma digitale, la dematerializzazione dei documenti e l'arricchimento dei contenuti dei siti istituzionali in termini di trasparenza.

Il passaggio dalla carta alle pratiche informatizzate comporterà una riduzione di un milione di pagine l'anno con l’obiettivo di arrivare a tre milioni nel 2012. Un risparmio pari al 90% dei costi della carta, cioè circa 6 milioni di euro l’anno. Per la sola posta elettronica certificata si metteranno da parte 200 milioni di euro, per la riduzione delle raccomandate della pubblica amministrazione ai cittadini. Con il nuovo Codice, che aggiorna quello di Lucio Stanca del 2005, i tempi per le pratiche si ridurranno dell'80% . Prevista inoltre un'ingente riduzione dei costi della giustizia: nei sei mesi di sperimentazione delle notifiche telematiche relative al processo civile presso il Tribunale di Milano sono già state effettuate 100.000 notifiche telematiche per un risparmio di circa 1 milione di euro.

Riguardo alla roadmap, il decreto prevede che entro tre mesi le pubbliche amministrazioni utilizzino soltanto la Posta elettronica certificata (PEC) per tutte le comunicazioni che richiedono una ricevuta di consegna ai soggetti che hanno preventivamente dichiarato il proprio indirizzo. Entro 4 mesi le amministrazioni individueranno un unico ufficio responsabile dell’attività ICT, entro  6 mesi le pubbliche amministrazioni centrali pubblicheranno i bandi di concorso sui propri siti istituzionali. Di qui a un anno, infine, dovranno essere emanate le regole tecniche che consentiranno di dare piena validità alle copie cartacee e soprattutto a quelle digitali dei documenti informatici, dando così piena effettività al processo di dematerializzazione dei documenti della PA.

Le pubbliche amministrazioni non potranno richiedere l’uso di moduli e formulari che non siano stati pubblicati sui propri siti istituzionali. Il cittadino fornirà una sola volta i propri dati alla Pubblica Amministrazione: sarà onere delle amministrazioni in possesso di tali dati assicurare, tramite convenzioni, l’accessibilità delle informazioni alle altre amministrazioni richiedenti.

Inoltre, entro 15 mesi le pubbliche amministrazioni predisporranno appositi piani di emergenza idonei ad assicurare, in caso di eventi disastrosi, la continuità delle operazioni indispensabili a fornire servizi e il ritorno alla normale operatività.

Le nuove norme prevedono sanzioni per le amministrazioni inadempienti e premi e incentivi per quelle 'virtuose', garantendo loro la possibilità di riutilizzare, almeno in parte, i risparmi ottenuti grazie all'uso delle tecnologie. Le risorse per realizzare il piano pari a sei miliardi sono già stanziate per il periodo 2009-2012.
“Una pubblica amministrazione trasparente, digitalizzata e più efficiente, è la vera risposta al problema del fenomeno della corruzione”, ha quindi sottolineato Brunetta. “Il nuovo Codice dell'amministrazione digitale è una risposta seria e ferma per evitare e combattere la corruzione, gli abusi e gli sprechi diffusi. I fenomeni corruttivi si marginalizzano e diventano fisiologici ai livelli di altri paesi esteri”.

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19 Febbraio 2010