La Pec non piace ai giornalisti. Ma "seduce" tutti i notai

E-GOV 2012

A tre mesi dall'adozione obbligatoria la e-mail certificata stenta a decollare negli ordini professionali. Arrancano avvocati e infermieri ostacolati da lungaggini burocratiche e dai costi di attivazione

di Federica Meta
Doveva essere la testa d’ariete per l’adozione di quella universale. Invece
la Posta elettronica certificata (Pec) pei professionisti sembra non decollare, almeno in alcune categorie come avvocati, giornalisti, farmacisti e parte del personale paramedico. A fare il punto sull’adozione dello strumento informatico, l’ultima rilevazione effettuata dal Dipartimento Innovazione e tecnologie del ministero per la Pubblica amministrazione e Innovazione e dal Cup, il Comitato unitario professionale.

Secondo i dati a detenere la maglia nera sono i tecnici di radiologia medica che non hanno aderito all'iniziativa del ministro Renato Brunetta, divenuta obbligatoria per i professionisti dal 29 novembre scorso. Sul podio, invece, si trovano i notai con il 100% di Pec attivate per numero di iscritti all’ordine. Basse, invece, le percentuali di avvocati (6% su un totale di 220mila iscritti all’albo), di agrotecnici (7%) e di giornalisti (10% su 108.437 iscritti, di cui 22.600 professionisti).

Anche gli infermieri (12%), i chimici (21%), i farmacisti (22%) e i commercialisti (23%) si mantengono su medie basse, seguiti dai periti agrari (24%), dai geologi (25%) e dai veterinari (26%). E gli ingegneri, generalmente sensibili alla tecnologia, risultano anch'essi indietro con solo il 30% delle adesioni. I consulenti del lavoro si mostrano invece quasi al passo con il 75%, così come gli assistenti sociali (72%) e i geometri (66%). Per quanto riguarda gli oltre 420mila medici, la Fnom Ceo, la Federazione nazionale ordini medici chirurghi e odontoiatri, non dispone per ora delle informazioni, dato che non è stata ancora effettuata una rilevazione nei singoli ordini provinciali.

Le ragioni di una così scarsa diffusione della Pec nell'era di Internet sono varie. Dal Consiglio nazionale forense, ad esempio, spiegano che l'attivazione della casella dipende dalla volontà dei singoli: i vari ordini regionali hanno fornito questa possibilità ai propri iscritti sia attraverso propri domini sia con gli Internet service provider italiani che forniscono questo servizio ai vari ordini con gare ad hoc tra soggetti accreditati da DigitPA (ex Cnipa).

Diversa è la situazione che accomuna, ad esempio, i tecnici di radiologia medica a buona parte dei giornalisti. Dalla Federazione Nazionale tecnici sanitari di Radiologia medica, all'ultimo posto della classifica, arriva il messaggio della necessità di un tempo fisiologico per l'entrata a regime, in quanto i singoli collegi provinciali non hanno ancora provveduto ad attivare il servizio per i 22mila iscritti all'albo a cui appartengono i tecnici che nei laboratori medici, soprattutto di strutture pubbliche, si occupano della gestione delle macchine.

Per i giornalisti quindi il discorso è analogo. Alcuni ordini regionali risultano inadempienti, ovvero il giornalista si sente rispondere che non è ancora possibile accreditarsi. In particolare questo accade per gli iscritti all'ordine del Lazio, ossia una platea di oltre 20 mila giornalisti pari al 22% del totale, e per i giornalisti di Campania, Calabria, Molise, Piemonte e Sicilia.

A queste considerazioni va aggiunto il fatto che non per tutti i professionisti l’attivazione della Pec è gratuita: ogni ordine che può decidere una tariffa annuale, anche se il piu' delle volte la cifra è simbolica, 2-3 euro all'anno.

Per ora ancora non sono previste sanzioni per chi non si adegua ma sono in arrivo nuove disposizioni in merito: una volta a regime, chi non ne sarà dotato potrebbe essere escluso da alcune procedure automaticamente. Come avviene già adesso per le domande di riconoscimento dell'invalidità che, dal primo gennaio, possono essere inviate solo per via telematica all'Inps.

22 Febbraio 2010