Criminalità organizzata: arriva il software che analizza i contratti pubblici

LEGALITA'

L'università Cattolica e l'ateneo di Trento, in collaborazione col Ministero dell'Interno, hanno sviluppato una piattaforma intelligente a servizio di forze dell'ordine e autorità di vigilanza

di Davide Lombardi
Un software per stimare il livello di rischi di infiltrazioni della criminalità organizzata negli appalti pubblici. Si chiama Ris.i.c.o., ed è stato sviluppato da Transcrime, Centro interuniversitario di ricerca sulla criminalità transnazionale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e dell’Università degli Studi di Trento, in collaborazione col Ministero dell’Interno.

Il software è pensato per le forze dell’ordine e per tutte le autorità di vigilanza che hanno accesso a database delle forze di polizia, e punta ad offrire informazioni per selezionare preventivamente i contratti su cui concentrare le attività di prevenzione e di indagine. Se la cosa funzionasse sarebbe un bene per un Paese come l’Italia che nel 2008 ha affidato contratti pubblici per un valore complessivo di 76 miliardi di euro.

Il programma si serve di un modello statistico basato su diverse variabili e fonti di dati: informazioni sul contesto territoriale, tipologia di gara e procedura di aggiudicazione, caratteristiche dell’attività economica interessata, informazioni sugli importi delle gare e prezzi di aggiudicazione, sulle imprese partecipanti e le persone coinvolte. Ad esempio, un comune in passato commissariato per mafia, l’esistenza di molte stazioni subappaltanti, il coinvolgimento di persone con precedenti penali, sono fattori che aumentano notevolmente il rischio di infiltrazioni.

23 Febbraio 2010