Pec in crescita nella PA. Quasi 10mila le caselle attive

E-GOV 2012

Secondo il ministro Brunetta questi "numeri sono destinati a crescere, soprattutto considerando la forte spinta che nelle prossime settimane sarà originata dal servizio di Pec gratuita per i cittadini”

di Federica Meta
Nonostante le lentezze nell’adozione da parte degli ordini professionali, il processo di diffusione della Posta elettronica certificata può dirsi avviato. A confermarlo un lettera del ministro della PA e Innovazione, Renato Brunetta, dove si specifica che, ad oggi  “sono oltre 9.600 sono le caselle attivate dalle amministrazioni centrali e locali; 75mila quelle richieste dai cittadini nell’ambito della sperimentazione avviata da Inps e Aci; supera il milione il numero di professionisti che ha adempiuto all’obbligo di dotarsi di posta elettronica certificata; sono 110 mila le imprese italiane che hanno attivato un indirizzo Pec”.
“Questi numeri sono destinati a crescere – precisa Brunetta - soprattutto considerando la forte spinta che nelle prossime settimane sarà originata dal servizio di Pec gratuita per i cittadini”.

Nella missiva il ministro invita dunque tutte le PA “ad adeguarsi da subito alle previsioni di legge, così da garantire la piena operatività del nuovo strumento”. Uno strumento prezioso  che “offre la possibilità di creare un contatto immediato, di semplificare i procedimenti, di ridurre i tempi di esecuzione, di assicurare qualità ed efficacia al servizio pubblico riducendone i costi”.

Palazzo Vidoni ha emanato una circolare sull’utilizzo della e-mail certificata amministrazioni pubbliche nella quale vengono chiarite le caratteristiche dello strumento e dove si ricorda che  l’obbligo per le PA di dotarsi Pec è stabilito dal Codice dell’amministrazione digitale (decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82) e successivamente ribadito dal decreto legge 29 novembre 2008, n. 185 convertito, con modificazioni, nella legge 28 gennaio 2009, n. 2.

“Con il decreto legislativo n. 150 del 27 ottobre 2009 (la “Riforma Brunetta della Pubblica amministrazione”) al mancato rispetto di tale obbligo è stato associata la possibilità di sanzioni per i dirigenti inadempienti, ai quali non potrà essere riconosciuta la retribuzione di risultato”, conclude il documento.

23 Febbraio 2010