Anorc e Assintel: "Cad, così non va. Servono nuove figure"

PA

Le due associazioni propongono una serie di modifiche al codice di amministrazione digitale

di Margherita Amore
Serve un "responsabile della conservazione", e non un pubblico ufficiale, per il nuovo codice di amministrazione digitale. Un responsabile che attesti la conformità del documento informatico al documento analogico dal quale è tratto. È una delle proposte di revisione del nuovo Cad, approvato lo scorso 19 febbraio dal consiglio dei ministri, lanciate da Anorc (Associazione Nazionale Operatori Responsabili Conservazione Digitale) e  Assintel (associazione delle imprese Ict di Confcommercio).

Le due associazioni, che nei mesi scorsi avevano già espresso le loro perplessità al riguardo, hanno ora presentato una proposta di possibili modifiche al codice dell’amministrazione digitale, con l’obiettivo di trovare un equilibrio fra la normativa e le reali esigenze del mondo pubblico e privato. Altrimenti, dicono, il testo attuale rischia di paralizzare i processi di digitalizzazione documentale e conservazione sostitutiva nei vari settori amministrativo, sanitario, contabile, fiscale e del lavoro, tanto che già molti operatori del mercato sono fortemente allarmati.

“Alcune norme sul documento informatico, sulla firma elettronica e sui concetti di duplicato/copia dei documenti devono essere per forza modificati, altrimenti si rischia davvero la paralisi dei processi di conservazione digitale”, spiega Andrea Lisi, presidente di Anorc.

Della stessa opinione è il presidente di Assintel, Giorgio Rapari: “Se nel testo approvato vi sono alcuni elementi positivi, come quelli sulle sanzioni, sui controlli e sulla tutela della sicurezza informatica, molti altri introducono cambiamenti inspiegabili che minano lo spirito stesso con cui il Codice è nato: e, cioè, la semplificazione burocratica dei rapporti fra PA, imprese e cittadini attraverso l’utilizzo degli strumenti informatici”.

A non piacere sono, in particolar modo, gli articoli 22 e 23, che prevedono l’autenticazione di un pubblico ufficiale, senza la quale la conformità di un archivio informatico sostitutivo sarà disconosciuta e sarà dunque senza valore probatorio. Di qui la proposta dell’istituzione di un Responsabile della conservazione, quale garante della correttezza del processo utilizzato. E per conferire a questa figura il dovuto valore si immagina la creazione di un albo dei Responsabili della conservazione.

Viene contestata anche l'introduzione di una terza tipologia di firma elettronica, quella “avanzata”, a metà strada fra la firma elettronica e quella digitale. Con quali effetti? Occorrerà chiedersi ogni volta con quale firma si sta operando e che valore legale ha. Di conseguenza, anche i documenti informatici con diversi tipi di firme avranno diversi valori formali e probatori.

Il testo del Cad approvato non è definitivo e dovrà passare un iter di approvazione, per cui ancora è possibile apportare dei miglioramenti, vedremo se queste proposte saranno accolte.

10 Marzo 2010