Cie, Perego: "Conflitti con Spid, sciogliere i nodi"

L'INTERVISTA

Il responsabile scientifico degli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano: "La nuova carta di identità elettronica faciliterà il riconoscimento del cittadino, ma rischia di collidere nella stessa funzione svolta dall'identità digitale al livello 3"

di Federica Meta

“Ci sono molte zone d’ombra nel rapporto tra Spid e la carte di identità elettronica”. L’analisi è di Alessandro Perego, responsabile scientifico degli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano.

Non la convince la scelta del governo di puntare di nuovo sulla Carta di identità elettronica?

Non dico questo, dico che vanno distinti gli ambiti. La Cie come strumento di riconoscimento forte nel mondo fisico è certamente un vantaggio, soprattutto in termini di sicurezza. Si tratta infatti di un oggetto ricco di informazioni importanti: penso alle impronte digitali, ad esempio, oppure all’ok alla donazione di organi. Inoltre il governo ha risolto la questione costi, optando per un sistema di produzione centralizzato che solleva i Comuni dagli oneri più pesanti.

Quindi la carta elettronica come evoluzione della cartacea va bene?

Certamente. Anche perché serve come sistema di riconoscimento forte anche nel mondo payment, quando si paga con carta di credito ad esempio. I nodi arrivano quando si immagina la Cie in relazione con il sistema di identità digitale.

Ci spieghi.

Partiamo da una premessa: lo Spid consta di due fasi. La prima di identificazione dell’utente e di rilascio del pin unico per la quale è prevista anche una modalità fisica ovvero il provider ha bisogno di “vedere” il richiedente. Si tratta però di una modalità costosa e difficoltosa. In questo quadro la Cie potrebbe agire da facilitatore consentendo un riconoscimento immediato e sicuro. È nella seconda fase che identità digitale e carta elettronica possono andare in conflitto.

Che tipo di conflitto?

La seconda fase di Spid è quella che possiamo chiamare di autenticazione per l’uso dei servizi e al livello tre dell’identità digitale – quello più altro – è stata pensata una funzione di riconoscimento che, dunque, “sbatte” con la carta elettronica. Vedremo se e come questa zona d’ombra andrà eliminata.

Meglio Spid o meglio la Cie?

Ripeto, fino a un certo punto i sistemi svolgono funzioni diverse. Complessivamente lo Spid ha più vantaggi della Cie: risponde a uno standard internazionale ovvero EiDas, è gratuito fino al livello tre. La Cie investe costa e ha uno standard nazionale.

 

 

  

 

 

©RIPRODUZIONE RISERVATA 11 Gennaio 2016

TAG: carta identità elettronica, alessandro perego, spid, identità digitale

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