La seconda vita del Cnipa

PA DIGITALE

di Federica Meta
Lo aveva annunciato lo scorso maggio, in occasione della presentazione del suo Piano industriale per PA, il ministro Brunetta, che nel Cnipa più di qualcosa doveva essere cambiato. E aveva anche assicurato che il provvedimento, in questo senso, sarebbe arrivato entro la fine del 2008. C’è voluto qualche mese in più, ma la promessa è stata mantenuta. L’ufficio legislativo del ministro per la PA e Innovazione ha redatto uno schema di regolamento in 22 articoli per il riordino del Centro nazionale per l’informatica nella Pubblica amministrazione che è già stato inviato, per conoscenza e competenza, agli uffici legislativi del ministro per la Semplificazione normativa, a quello dell’Attuazione del programma di governo e all’Economia e Finanza. Stando a quanto previsto dal testo il Cnipa chiuderà i battenti per fare spazio a una nuova struttura che prenderà il nome di Digit@PA a cui toccherà gestire i 1.380 milioni di euro di E-Gov 2012.


Come si legge nell’articolo 3, l’ente svolgerà funzioni di consulenza e proposta in materia di amministrazione digitale nei confronti del presidente del Consiglio, del ministro per la PA e Innovazione, nonché verso Regioni ed enti locali. Come ha fatto il Cnipa finora. A non essere cambiata è anche la facoltà di emanare regole e standard e, infine, di produrre pareri sui contratti stipulati dalle PA.
Nulla di nuovo, dunque? Tutt’altro. La vera novità è scritta nell’articolo 16 dedicato alle entrate di Digit@PA. Al comma 1E si legge che le entrate dell’ente sono costituite anche “dai ricavi ottenuti attraverso la cessione dei prodotti dell’ingegno o di know how”. In altre parole “il figlio del Cnipa” potrà vendere sul mercato prodotto informatici. Non è cosa da poco. Nel comma è contenuto tutto il “Brunetta pensiero” su quello che l’amministrazione di casa nostra dovrebbe diventare: una realtà produttiva in grado di sviluppare soluzioni ad alto valore tecnologico che possano competere sul mercato, al pari di qualunque altra azienda.


Una bella sfida che Brunetta si è messo in testa di vincere anche con l’assunzione di 50 esperti estranei all’amministrazione, ma “di comprovata esperienza e professionalità” (art. 12). E proprio il ricorso a professionalità esterne, però, ha messo in allarme i sindacati. “Sui 50 esperti abbiamo dei dubbi - spiega Alfredo Garzi, segretario nazionale delle Fp-Cgil -. Prima di tutto perché percepirebbero delle retribuzioni più elevate di quelle percepite ora dai lavoratori del Cnipa e poi perché si tratterebbe di personalità, sicuramente esperte, ma che poco hanno a che vedere con la PA. In questo senso si andrebbe a perdere tutto quella cultura ‘amministrativa’ che in un ente siffatto è determinate”. Accanto agli esperti i tecnici di Brunetta prevedono 80 unità di ruolo e 30 in prestito (in comando, distacco o fuori ruolo).

“Anche rispetto a questa decisione restiamo scettici - continua Garzi -. Significa che verranno rimandati agli enti di provenienza i 60 comandati che finora sono stati impiegati, e non rinnovati i contratti al personale in collaborazione. Significa che si avranno ricadute negative sull’occupazione e, conseguentemente, sulla qualità del lavoro svolto dall’ente”.
L’ultima novità riguarda la figura del segretario generale - al Cnipa non era prevista - che affiancherà il presidente e che svolgerà funzioni di coordinamento. Sul segretario nessun nome è stato ancora fatto, ma sulla prima carica i giochi sarebbero già chiusi. A quanto risulta al Corriere della Comunicazioni dovrebbe essere Fabio Pistella, attuale presidente del Cnipa.

ANTONIO PALMIERI (PDL): ORA UN ENTE PIU' FUNZIONALE
«Un cambiamento che va nella giusta direzione, ovvero verso una razionalizzazione degli enti che si occupano di innovazione». Antonio Palmieri, deputato Pdl, già responsabile Comunicazione elettorale e Internet di Forza Italia, plaude alla futura nascita di Digit@PA.
Cosa la convince di più nello schema di regolamento?
Il fatto, appunto, che il ministro abbia ancora una volta deciso di puntare ad una razionalizzazione del settore dell’innovazione pubblica, sia in termini di spesa sia in termini di competitività. Anche l’espansione delle competenze risponde alle esigenze di modernizzazione di cui il governo si è fatti portavoce.
Si riferisce alla possibilità che avrà il nuovo ente di vendere i prodotti sul mercato?
Esattamente. In questo modo si mette Digit@PA nella condizione di interagire direttamente con il mercato Ict e con le aziende leader. Un’interazione che non potrà che fare bene alle performance della Pubblica amministrazione per quel che riguarda la qualità dei servizi erogati.
I sindacati sono preoccupati delle ricadute occupazionali e dell’assunzione di 50 esperti nominati dal ministro.
L’assunzione di queste personalità, invece, va vista come ulteriore prova dell’impegno che il ministro per aumentare l’efficienza della PA. D’altro canto al Cnipa lavora personale altamente qualificato di cui nessuno vuole fare a meno.
Però rischiano di andare casa sia i collaboratori sia i dipendenti comandati.
Come è già successo in passato, sono sicuro che Brunetta saprà trovare una mediazione in questo senso. A partire da un confronto, serio e proficuo, con i sindacati. A tutti sta a cuore il futuro dei dipendenti del Cnipa.
Nessuna nube all’orizzonte dunque?
Io non ne vedo. Mi pare che si siano sollevate delle problematiche che emergono ogniqualvolta si mettono in campo iniziative innovative. Certamente i cambiamenti possono generare stupore e confusione, almeno in una prima fase. Da parte del governo c’è la totale disponibilità ad appoggiare la strategia di Brunetta.


BEATRICE MAGNOLFI (PD): SI RISCHIA IL CAOS DI SISTEMA
«Il governo ha di fronte un piano di innovazione con una tempistica ambiziosa. Onestamente cercare di raggiungere tutti gli obiettivi stabiliti da E-Gov 2012 con un cantiere aperto, che non si sa che fine farà, mi sembra un salto nel buio». Beatrice Magnofi, sottosegretario alla Pubblica amministrazione con delega all’Innovazione nell’ultimo governo Prodi, spiega perché lo schema di regolamento non la convince.
Da parte sua una bocciatura totale?
Guardi, io credo che nell’ambito dell’innovazione le ristrutturazioni siano sempre necessarie. Anche il governo Prodi stava lavorando ad un rinnovamento del Cnipa, soprattutto per quel che riguardava la situazione del personale impiegato che ancora non aveva un ruolo, e quindi un contratto, così come invece previsto negli altri enti pubblici.
Cosa la preoccupa?
Soprattutto il ridimensionamento del ruolo di controllo del nuovo ente. Digit@PA sarà investito a dare pareri solo per acquisti delle PA superiori ai 2 milioni di euro. In questo modo, per sveltire le procedure, le PA saranno tentate di effettuare solo acquisti più bassi che non verranno monitorati. Il risultato sarà di aprire ulteriormente la strada verso l’incompatibilità di sistemi e di standard che renderanno gli enti pubblici ancora meno interoperabili di quanto già non lo siano. Finora il Cnipa aveva lavorato per dettare standard e implementare tecnologie utili a fare sistema.
I sindacati sono preoccupati per le ricadute che si avranno sull’occupazione.
Al Cnipa è impiegato personale altamente qualificato che rischia di essere mandato a casa perché comandato o perché inquadrato con contratti di collaborazione. Lo schema di regolamento non dice nulla in proposito.
Il testo fa riferimento a 50 esperti.
Anche lì c’è poca chiarezza. Soprattutto per quel che riguarda i loro compensi. Il documento è poco chiaro anche sulla questione della copertura finanziaria di tutta l’operazione. Anche la Ragioneria generale dello Stato ha sottolineato che mancano le specifiche sugli effetti finanziari dell’operazione e sulla riduzione di spesa.


03 Aprile 2009