Bocciati in innovazione i candidati alle regionali

FORUM PA

Forum PA dà i voti ai programmi elettorali: l'Ict completamente assente in 15 casi. Promossi Formigoni, Bonino, Errani e Marini

di Federica Meta
I candidati alle elezioni regionali bocciati in innovazione. E’ il quadro che emerge dalla lettura dei programmi elettorali fatta da Forum PA. Stando alla “pagella” data da Carlo Mochi Sismondi e il suo staff di esperti, 15 candidati risultano “bocciati” perché nei loro programmi i temi dell’innovazione, dell’accesso alla rete e della larga banda sono completamente assenti o appena accennati; 8 candidati raggiungono appena la sufficienza. Solo quattro fanno dell’innovazione uno dei loro cavalli di battaglia.

“I nostri politici non si sono ancora accorti dell’importanza di Internet, dell’accesso alla rete, dei diritti di cittadinanza digitale per i loro cittadini e per le loro economie – spiega il presidente Mochi Sismondi -. Nella quasi la totalità dei casi, l’agricoltura o la viabilità hanno pesi molto maggiori. E le eccezioni sono davvero poche le eccezioni: Roberto Formigoni in Lombardia, Vasco Errani in Emilia-Romagna, Catiuscia Marini in Umbria ed Emma Bonino nel Lazio”.

Le cause di questo disinteresse sono da individuare in tre deficit culturali. “I nostri politici conoscono poco e male Internet e non ne sfruttano le reali potenzialità – puntualizza il presidente di Forum PA -. Mancano, in generale, visioni di lungo periodo e la vista sull’economia non supera il contingente; c’è, infine, una diffidenza di fondo della politica rispetto ad un mezzo che è in sé anarchico e libero, insofferente delle regole, con processi del tutto bottom-up, insomma difficilmente governabile”.

“Io credo che in Italia non si possa uscire dalla crisi se non con un deciso investimento in innovazione – conclude -. Vedo però con grande amarezza che le scelte di Governo permangono molto deboli nell’incentivare l’economia innovativa e assolutamente non indirizzate alle infrastrutture e agli investimenti che sono fattori abilitanti dell’innovazione. Non ho nulla contro gli incentivi alle cucine componibili né ai motori fuoribordo, ma siamo certi che siamo di fronte a scelte strategiche per un futuro migliore per il Paese? La speranza, in buona parte delusa, era che almeno la politica regionale, che ha la responsabilità di larga parte degli investimenti, sapesse interpretare questa assoluta necessità per non ritrovarci in pochi anni ultimi tra i Paesi ad economia avanzata”.

25 Marzo 2010