Da oggi si fa online il certificato di malattia

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Tre mesi di sperimentazione per il progetto che riguarda 15 mln di lavoratori. Brunetta: "Una volta a regime i risparmi saranno di 500 mln all'anno". Domani i sindacati autonomi dei medici in piazza per protestare contro i nuovi obblighi

di Federica Meta
500 milioni di euro l’anno risparmiati ogni anno e 150-200 milioni di pazzi di carta in meno. Sono i “grandi” numeri del progetto di digitalizzazione dei certificati di malattia che, tra tre mesi, sarà completamento operativo, dopo la fase di sperimentazione, partita oggi, che riguarda circa 15 milioni di lavoratori.

I medici di base o le strutture sanitarie inizieranno ad inviare all’Inps per via telematica i certificati di malattia dei dipendenti pubblici secondo le medesime modalità previste dal settore privato. A sua volta l’Inps invierà l’attestazione di malattia, immediatamente e per via telematica, all’amministrazione di appartenenza del lavoratore. Per quest’ultimo cessa dunque l’obbligo di inviare il certificato tramite raccomandata A/R al proprio datore di lavoro entro due giorni lavorativi.

“L’inosservanza da parte del medico degli obblighi di trasmissione telematica costituisce un illecito disciplinare e in caso di reiterazione comporta il licenziamento o, per le strutture e i professionisti convenzionati, la decadenza della convenzione stessa”, sottolinea il ministro delle PA e Innovazione, Renato Brunetta che insieme al collega della Sanità, Ferruccio Fazio, ha messo in opera quanto previsto dal dl 105/2009, meglio conoscoiuto come “Riforma Brunetta delle PA”

La trasmissione online della documentazione avviene attraverso il Sistema centrale (gestito dal Mef e realizzato da Sogei), con due modalità messe a disposizione del professionista: una semplice interfaccia Web, tramite la quale è anche possibile stampare una copia cartacea del certificato medico di malattia o inviare copia alla casella e-mail o alla Pec del lavoratore; oppure il proprio sistema software per la gestione dei pazienti, opportunamente integrato con le funzionalità necessarie per dialogare con il Sistema centrale. “Ulteriori canali, ad esempio un call center telefonico o il proprio telefono cellulare con connessione a Internet, saranno resi disponibili al più presto" assicura il ministro.

Dal canto suo, l’Inps metterà immediatamente a disposizione dei datori di lavoro e delle amministrazioni pubbliche le attestazioni di malattia relative ai certificati ricevuti, tramite invio alla casella di posta elettronica certificata indicata dal datore di lavoro oppure per accesso diretto al portale dell’ente.

Per i prossimi tre mesi ai medici è comunque riconosciuta la possibilità di rilasciare ancora i certificati di malattia cartacei, secondo le modalità attualmente vigenti. Al termine del periodo transitorio, però, tutti dovranno attrezzarsi con il nuovo sistema per la trasmissione telematica e sarà contestualmente avviato il collaudo generale del sistema. Al termine di quest’ultimo, il sistema sarà considerato a regime e soltanto da quel momento entreranno in vigore le sanzioni per gli inadempienti.

Intanto è prevista per domani la manifestazione dei sindacati autonomi dei medici Smi e Snami per protestare contro la nuova convenzione in cui è incluso anche il certificato online. Le associazione sindacali sottolineano che saerbbe in atto il "tentativo di ridurre la medicina generale ad un semplice controllore (a sua volta sotto controllo) della parte burocratico-economica della sanità del territorio", e sottolineano "la mancata volontà di investimento sulle cure primarie in termini di medicina di iniziativa
e di prevenzione, per ragioni meramente economiche. Senza tacere degli obblighi derivanti dall'invio telematico del certificato di malattia che, di fatto, scaricano solo sul medico le inefficienze burocratiche della pubblica amministrazione".

14 Aprile 2010