Linea Amica migra al Voip. Flamment: "Test nel Sud Italia"

CARLO FLAMMENT

Il presidente di Formez PA: "Già in cantiere fondi per circa 4 milioni di euro. Presto un servizio che consentirà ai cittadini di monitorare le pratiche"

di Federica Meta
Era il 12 marzo del 2009 quando il ministro della PA e Innovazione, Renato Brunetta, fece l’annuncio: Linea Amica sarebbe transitata al Voip entro l’autunno successivo.

“Stiamo preparando un progetto di finanziamento di tutto il sistema Linea Amica in un’unica piattaforma Internet, con il sistema Voip, in modo che tutta questa ‘rete delle reti’ sarà meno costosa e più accessibile - aveva precisato Brunetta -. Il progetto che costerà dai 20 ai 40 milioni di euro sarà finanziato dalla Presidenza del Consiglio”. Il ministro aveva chiarito che avrebbe chiesto le risorse che sperava di ottenere entro l’estate per poter far partire l’iniziativa non oltre la metà di novembre.
Poi l’autunno è arrivato e in mezzo ci si è messa prima la crisi economica, che ha iniziato a mordere anche l’Italia, e poi il terremoto in Abruzzo, dove la ricostruzione ha drenato fondi destinati ad altri settori.
Di che fine abbia fatto il progetto di migrazione del grande network di Urp pubblici ci parla Carlo Flamment, presidente di Formez PA, l’ente che fa capo a Palazzo Vidoni e che coordina il servizio di Linea Amica.

Presidente Flamment, Brunetta aveva parlato di fondi fino a 40 milioni di euro per finanziare il programma. A che punto siete oggi?
Certamente la crisi economica e il terremoto abruzzese hanno distratto parte dei finanziamenti destinati a questa iniziativa; motivo per cui non siamo riusciti a fare la transizione entro l’autunno del 2009, così come avevamo annunciato. Fatta questa premessa, il progetto sta andando avanti.

In che modo?
Già dal prossimo mese contiamo di avviare una sperimentazione in Campania, Puglia, Calabria e Sicilia, che si concluderà a fine anno, con l’obiettivo di collegare in Voip gli Urp di quelle Regioni con Linea Amica. Si tratta di un progetto per il quale sono in cantiere circa 4 milioni di euro.

Ci potrebbero essere problemi nella gestione del problem solving da parte dei vostri operatori una volta arrivato il Voip?
Se si riferisce a problemi di utilizzo, direi assolutamente no. Il lavoro - come dire - “manuale” dei nostri operatori non verrà modificato di una virgola, perché, comunque, si continueranno ad utilizzare telefono e Internet per rispondere ai bisogni del cittadino; a cambiare sarà solo la modalità tecnologica del servizio di telefonia. Al contrario, dal punto di vista qualitativo, i nostri operatori saranno più veloci ed efficienti. Se oggi, ad esempio, riceviamo una telefonata che necessita che l’utente venga indirizzato a una PA specifica, l’operatore chiude la comunicazione, chiama l’ente competente e poi richiama il cittadino. Una volta arrivato il Voip ci sarà un flusso continuo nello scambio di dati tra le amministrazioni, Linea amica e, quindi, il cittadino. Il tutto anche con impatti significativi sui costi.

A proposito di risparmi a quanto ammonta l’abbattimento dei costi di telefonia?
Per tutta la PA - di cui Linea Amica fa parte - si parla di 20 milioni di euro l’anno. Con questi numeri possiamo certamente dire che il funzionamento del network si pagherà da sé con i risparmi.

L'INTERVISTA INTEGRALE SUL PROSSIMO NUMERO DEL CORRIERE DELLE COMUNICAZIONI IN USCITA LUNEDì 19 APRILE

16 Aprile 2010