Pec, gli stranieri esclusi dal servizio

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Brunetta promette di presentare in Parlamento una modifica alla normativa che impone la titolarità dell'account esclusivamente ai cittadini italiani

di Federica Meta
Pec anche per i cittadini stranieri regolarmente residenti in Italia. Il ministro Brunetta promette di presentare alle Camere una modifica alla normativa che prevede che il servizio possa essere attivato solo dagli italiani. La decisione è stata presa a seguito di una lettera di Ismail Ademi, nato in Albania e cresciuto in Italia che lamentava l'impossibilità di aprire una casellam giudicando discriminatorie le norme che regolano il servizio. “Ma i 5 milioni di immigrati che lavorano, pagano le tasse, fanno impresa e contribuiscono all’irrobustimento del PIL che il suo governo deve gestire - ha protestato - non li prendete proprio in considerazione? Ma come può parlare allora di meritocrazia, integrazione e rispetto delle regole quando il governo discrimina in prima persona?”.

La risposta del ministro non si è fatta attendere. “Caro signor Ademi, ho letto con interesse la sua lettera e condivido le Sue considerazioni. Penso sia giusto che i processi di innovazione e di modernizzazione della Pubblica Amministrazione debbano andare a beneficio di tutti coloro che vivono e lavorano nel nostro Paese, indipendentemente dalla loro cittadinanza. Oggi l’estensione del servizio Postacertificat@ a chi, straniero, risiede in Italia è impedita dalle previsioni di legge. E’ tuttavia mia intenzione modificare quanto prima questa situazione. Fin dai prossimi giorni presenterò al Parlamento una modifica normativa che dia la possibilità di usufruire del servizio a tutti coloro che, lavorando onestamente, contribuiscono alla crescita del nostro Paese. Inoltre, in attesa che cambino le norme, mi impegno fin d’ora a individuare le soluzioni tecniche che siano in grado, già dai prossimi giorni, di consentire il rilascio del servizio ai residenti che non sono cittadini italiani”.

Intanto il sito di registrazione continua a funzionare a singhiozzo. "La situazione tornerà alla normalità nelle giornata di oggi". Interpellata dal Corriere delle Comunicazioni, Poste Italiane rassicura sulla tempistica. "C'è stato un boom di richieste e il sito è andato in tilt, ma non c'è nessun malfunzionamento tecnico. Stiamo lavorando per farlo tornare a regime", precisano.
Ieri Telecom Italia e Poste avevano annunciato un'iniziativa di potenziamento del sistema. "L'affollamento verificatosi sui sistemi di accesso al servizio gratuito e accessibile a 50 milioni di cittadini è assolutamente fisiologico e sta creando unicamente attesa presso i richiedenti - recitava la nota diffusa -.Proprio per ovviare a tale inconveniente da ieri è stato predisposto un ulteriore potenziamento del sistema  così da snellire i flussi e velocizzare le registrazioni".

Intanto il ministro Brunetta promette di modficare la normativa sulla posta certificata per fare in modo che ne possano usufruire anche i lavoratori stranieri che lavorano regolarmente nel nostro Paese. La decisione è stata presa a segutito di una lettera di Ismail Ademi, nato in Albania e cresciuto in Italia che lamentava l'impossibilità di aprire una casella. “Ma i 5 milioni di immigrati che lavorano, pagano le tasse, fanno impresa e contribuiscono all’irrobustimento del PIL che il suo governo deve gestire - ha protestato - non li prendete proprio in considerazione? Ma come può parlare allora di meritocrazia, integrazione e rispetto delle regole quando il governo discrimina in prima persona?”.

La risposta del ministro non si è fatta attendere. “Caro signor Ademi, ho letto con interesse la sua lettera e condivido le Sue considerazioni. Penso sia giusto che i processi di innovazione e di modernizzazione della Pubblica Amministrazione debbano andare a beneficio di tutti coloro che vivono e lavorano nel nostro Paese, indipendentemente dalla loro cittadinanza. Oggi l’estensione del servizio Postacertificat@ a chi, straniero, risiede in Italia è impedita dalle previsioni di legge. E’ tuttavia mia intenzione modificare quanto prima questa situazione. Fin dai prossimi giorni presenterò al Parlamento una modifica normativa che dia la possibilità di usufruire del servizio a tutti coloro che, lavorando onestamente, contribuiscono alla crescita del nostro Paese. Inoltre, in attesa che cambino le norme, mi impegno fin d’ora a individuare le soluzioni tecniche che siano in grado, già dai prossimi giorni, di consentire il rilascio del servizio ai residenti che non sono cittadini italiani”.

28 Aprile 2010