Pec, le attivazioni volano a quota 103mila

E-GOV

Superate le difficoltà dei primi giorni, quando il boom di richieste aveva mandato in tilt il portale. Tra le PA virtuose la Farnesina: dal 2009 attivi 240 indirizzi con risparmi per 400mila euro

di Federica Meta
Sono 103mila i cittadini che hanno attivato una casella di Posta elettronica certificata dal giorno di avvio del servizio lo scorso 26 aprile. A diffondere i dati una nota del ministero della PA e Innovazione. Nel primo giorno di attivazione, il sito www.postacertificata.gov.it aveva registrato circa 150mila contatti a fronte di soli 15mila utenti che erano riusciti ad effettuare le pratiche online necessarie. Il boom di richieste, infatti, aveva mandato in tilt il portale e che lo aveva fatto funzionare a singhiozzo anche nei giorni successivi.
"È stato raggiunto il numero massimo di connessioni. Riprovare più tardi. Grazie", era il messaggio che appariva sulla schermata.  Per superare l’empasse Poste Italiane e Telecom Italia, provider della Pec pubblica, hanno potenziato le funzionalità del sistema per snellire i flussi e velocizzare le registrazioni.

Palazzo Vidoni fa inoltre sapere che aumenta di giorno in giorno il numero di PA che si dotano di caselle Pec. Caselle che si possono trovare sul sito www.indicepa.gov.it. Spulciando l'indice salta subito all'occhio la situazione del  ministero per gli Affari Esteri, che a oggi ha attivato indirizzi di PostaCertificat@ per tutte le 34 strutture di livello dirigenziale nonché per 206 indirizzi uffici diplomatico-consolari all’estero su 235. Il risultato raggiunto in termini di innovazione è frutto di un percorso iniziato alle metà del 2009, quando il Mae ha sensibilizzato l’intera rete diplomatico-consolare affinché la trasmissione di documentazione verso la sede centrale avvenisse su supporto digitale.

Il tradizionale invio per ‘corriere diplomatico’ ha assunto un carattere sempre più residuale, essendosi infatti potenziata sempre di più l’opera di digitalizzazione con conseguente fortissima riduzione del consumo di carta. Basti pensare che dal biennio 2008/2009 al biennio 2009/2010 le spese per il ‘corriere diplomatico’ sono diminuite di oltre 400mila euro (45% del totale). Nello stesso periodo, le spese di posta ordinaria si sono ridotte a circa 465.000 euro (40% in meno rispetto al 2008) e il trend sinora accertato lascia prevedere per il 2010 una spesa complessiva vicina a 100mila euro, con un’ulteriore riduzione di circa l’80%. Più in generale, il processo di dematerializzazione al Mae ha consentito di risparmiare nel 2009 il consumo di circa 1,6 milioni di fogli di carta (l’equivalente di 21 alberi di pino alti 15 metri).

Ma a raccontare della curiosità determinata dal nuovo servizio non sono solo i numeri. Sotto i riflettori è finita anche una lettera inviata da un cittadino albanese, regolarmente residente in Italia, al ministro Brunetta, nella quale si chiedeva il perché la Pec non potesse essere usata anche dagli stranieri (il Dpcm e il Dpr che la regolano stabiliscano la titolarità solo ai cittadini italiani).
“Ma i 5 milioni di immigrati che lavorano, pagano le tasse, fanno impresa e contribuiscono all’irrobustimento del Pil che il suo governo deve gestire - ha protestato - non li prendete proprio in considerazione? Ma come può parlare allora di meritocrazia, integrazione e rispetto delle regole quando il governo discrimina in prima persona?”.

Il ministro ha prontamente risposto. “E’ mia intenzione modificare quanto prima questa situazione. Fin dai prossimi giorni presenterò al Parlamento una modifica normativa che dia la possibilità di usufruire del servizio a tutti coloro che, lavorando onestamente, contribuiscono alla crescita del nostro Paese. Inoltre, in attesa che cambino le norme, mi impegno fin d’ora a individuare le soluzioni tecniche che siano in grado, già dai prossimi giorni, di consentire il rilascio del servizio ai residenti che non sono cittadini italiani”.

03 Maggio 2010