Brunetta: "Siamo nella rivoluzione giusta"

L'INTERVENTO DEL MINISTRO

Doveroso continuare la strada intrapresa verso le riforme di modernizzazione del Paese

di Renato Brunetta
Accolgo volentieri l’invito del Corriere delle Comunicazioni a scrivere un articolo in occasione di Forum PA 2010. Mi pare innanzitutto importante sottolineare come sia doveroso continuare nel cammino verso le riforme di modernizzazione. Si tratta di riforme a “costo zero” che contribuiscono in maniera determinante a rilanciare l’economia e a rivitalizzare il Paese e hanno un impatto mediatico fortissimo perché eliminano sprechi e scardinano privilegi. Le riforme di modernizzazione cambiano il volto del Paese, sono le grandi azioni riformatrici che investono in infrastrutture immateriali e società civile contribuendo a costruire la classe dirigente del futuro. La risposta è quindi investire in riforme.

Anche con questo obiettivo in mente abbiamo lavorato e stiamo lavorando alla digitalizzazione completa della Pubblica Amministrazione. Quelle che abbiamo cominciato ad attuare sono riforme molto concrete che porteranno agli italiani un risparmio economico, di tempo e un netto miglioramento della qualità della loro vita. Fino ad oggi la qualità erogata al cittadino dalla PA è stata considerata come la variabile residuale. La rivoluzione che vogliamo portare è di stabilire che lo standard di qualità sia assunto come variabile indipendente, cioè come obiettivo. L’arma nelle mani del cittadino per far garantire i propri diritti sarà la class action, e il mancato raggiungimento degli standard qualitativi verrà addebitato alla responsabilità diretta del dirigente dell’ufficio inadempiente ai suoi doveri.

Quando nel maggio del 2008 presi parte per la prima volta a Forum PA avevo giurato da appena due giorni come Ministro della Repubblica. Ricordo che nel mio discorso inaugurale sottolineai lo stato in cui versava la nostra Pubblica Amministrazione: un mostro inefficiente nutrito per decenni dal cattivo sindacato e dalla cattiva politica. E poiché il pesce puzza sempre dalla testa, precisai come fosse indubbio che le responsabilità più gravi andassero attribuite innanzitutto ai vari policy maker (più preoccupati di gestire il potere e acquisire consenso che non di garantire la soddisfazione dei clienti della PA) così come ai dirigenti, spesso distratti quando non incapaci. 

Soprattutto, non volevo arrendermi all’idea che il nostro Paese fosse tra i primi al mondo nella produzione di beni eno-gastronomici e nel settore della moda, restando invece (mediamente, ché le eccellenze per fortuna ci sono sempre state) a livelli da terzo mondo nella fornitura di beni e servizi pubblici ai suoi cittadini. Da allora ho lavorato sodo insieme a tutto il Ministero perché le cose potessero finalmente cambiare. E possono cambiare.

Anzi, stanno già cambiando: penso al drastico e ormai consolidato calo delle assenze per malattia nei pubblici uffici così come ai risultati dell’“Operazione trasparenza”: chiunque adesso può consultare online curricula, retribuzioni annue lorde e recapiti dei dirigenti della Pubblica Amministrazione nonché i tassi di assenteismo degli uffici alle loro dipendenze. A questo vanno aggiunte le pubblicazioni periodiche dei dati in nostro possesso relativi agli incarichi di consulenza e collaborazione dei dipendenti pubblici e dei consulenti esterni, delle società e dei consorzi partecipati dalle pubbliche amministrazioni e ultimamente degli incarichi di collaudo conferiti a dipendenti pubblici per le grandi opere.

Se in occasione dell’edizione dello scorso anno abbiamo presentato le caratteristiche principali della Riforma della PA che di lì a pochi mesi sarebbe stata approvata dal Parlamento, adesso è giunto il momento delle azioni concrete: Forum PA 2010 (che cade in coincidenza con la fine del secondo anno del mio mandato) sarà infatti l’occasione per “prendere in mano la riforma” e per presentare le sue concrete attività di cambiamento e di innovazione.

Pochi giorni fa è iniziata la sperimentazione della trasmissione elettronica all’Inps dei certificati medici di malattia di tutti i dipendenti pubblici e privati: una riforma che andrà a regime fra tre mesi, con il conseguente abbattimento dei costi e dei tempi sia dei lavoratori dipendenti sia degli uffici oggi preposti alla lavorazione ex post di milioni di documenti cartacei, garantendo al tempo stesso un controllo ancora più puntuale degli eventuali comportamenti opportunistici. Non solo. Da lunedì 26 aprile 50 milioni di italiani maggiorenni hanno iniziato a richiedere la loro casella di Posta elettronica certificata da 500 Mb: uno strumento rivoluzionario, addirittura eversivo, che costringerà la Pubblica Amministrazione a riorganizzarsi profondamente nel suo dialogo interno ma soprattutto nella risposta tempestiva alle legittime richieste dei suoi clienti: cittadini e imprese.

La Pec darà infatti diritto al cittadino di interloquire per via elettronica con la Pubblica Amministrazione con lo stesso valore di una raccomandata con ricevuta di ritorno. Proprio in queste ore stiamo continuando un faticoso e complesso lavoro di moral suasion nei confronti di quelle amministrazioni che, nonostante questo sia previsto da una legge vecchia ormai di cinque anni, ancora non hanno reso disponibili i propri indirizzi Pec sul proprio sito istituzionale così come nell’Indice delle Pubbliche Amministrazioni (www.indicepa.gov.it).  

Vorrei poi ricordare che poche settimane fa ha festeggiato il suo primo compleanno Linea Amica, il contact center multicanale della PA realizzato dal Formez e messo a disposizione dei cittadini per dialogare in modo nuovo con la Pubblica Amministrazione. Il bilancio dei primi dodici mesi è positivo: 60 milioni di contatti, 110 mila casi trattati, il 71% dei quali risolti. Credo che vadano sottolineati anche i numeri della customer satisfaction di questo servizio: per il 92% degli utenti è stato efficiente e per l’82,3% la soluzione efficace. A breve partirà anche Linea Amica Immigrazione, servizio di informazione e supporto multilingue ai cittadini stranieri ed italiani sui temi del lavoro.

Ancora. Il 22 marzo è iniziata la sperimentazione di “Vivi facile” con l’obiettivo di creare un unico punto di accesso via telefonino ai servizi web della PA: con una sola password multiuso si accederà presto a servizi di diversi enti, compresi quelli locali. In questo contesto, la prima ‘batteria’ di servizi è fornita da “Scuola mia”: già più di un migliaio di istituti scolastici fornisco ai genitori che ne abbiano fatto richiesta sms specifici che avvertono sulle assenze dei propri figli o comunicano loro pagelle, circolari interne della scuola, avvisi e scadenze di pagamento, ecc.

Partendo dal Tribunale di Roma, in collaborazione con il ministro Alfano, abbiamo poi lanciato il programma “Giustizia Digitale” che prevede per prima cosa l’obbligo di Pec per comunicazioni con gli avvocati e soprattutto la dematerializzazione degli atti depositati in cancelleria (consentendo finalmente una vera parità tra difesa e accusa).

Presto saranno affiancati altri importanti progetti, tra cui il pagamento online dei diritti di copia e la possibilità di scaricare dalla rete gli atti. Tutto questo per andare sempre più nella direzione della dematerializzazione degli scambi informativi: non serviranno più tonnellate di carte e giorni di attesa, ma sarà sufficiente un solo click in tempo reale. “Giustizia Digitale” è stata messa in campo grazie al coordinamento tra governo, Pubblica Amministrazione, Tribunale e Avvocatura, individuando i comuni obiettivi da raggiungere in tempi brevi e senza oneri gravosi.

Si è messa in atto una piccola ma rilevante rivoluzione culturale: un metodo che può fare scuola per implementare le riforme anche in molti altri settori della Pubblica Amministrazione. Il tema generale della 21esima edizione di Forum PA, la principale occasione di incontro sull’innovazione della PA, è dedicata a come uscire dalla crisi con il merito e l’innovazione. Sono convinto che nel settore pubblico, se giustamente guidato, si annidi ancora un enorme potenziale di maggiore produttività che potrebbe essere addirittura il driver della ripresa economica. Ce la possiamo fare. Anzi, lo stiamo già facendo.

17 Maggio 2010