L'Isfol scommette sull'e-learning. Via all'osservatorio per la PA

PROGETTI

L'Istituto per lo Sviluppo della Formazione Professionale avvia un tavolo tecnico con il ministero dell'Istruzione, quello della PA e la Suola superiore di Pubblica amministrazione. Trevisanato: "Rimuoveremo gli ostacoli alla diffusione dell'apprendimento innovativo"

di Federica Meta
Un tavolo di raccordo interistituzionale per l'analisi e l'osservazione sistematica sul tema della domanda e dell'offerta di e-learning. È “Triel” il progetto presentato oggi al Forum PA dal presidente Isfol, Sergio Trevisanato che ha come obiettivo la creazione di un osservatorio sull'adozione delle metodologie di e-learning. “La creazione dell'Osservatorio risponde all'esigenza di capitalizzare le esperienze maturate da ciascuno dei soggetti presenti al tavolo nell'ambito dell'utilizzazione delle Ict nella ricerca e nella formazione - spiega Tevisanato -. Finalità specifica dell'Osservatorio è quella di cogliere le peculiarità di questa metodologia applicata al sistema integrato di istruzione, formazione e lavoro".

Oltre all'Isfol, partecipano al tavolo il ministero dell'Istruzione Università e Ricerca, il ministero del Lavoro, la Scuola superiore della Pubblica amministrazione, Assinform, Asfor, Società italiana di e-learning, coordinamento della IX commissione della Conferenza delle Regioni e Province autonome Istruzione, Lavoro, Innovazione e Ricerca.

"L'Isfol – ricorda Trevisanato - cerca di promuovere i progetti collegati al sistema dell'innovazione e della formazione. In particolare, attraverso una formazione a distanza avviando così processi di risparmio e mettendo in moto un meccanismo di supporto a quei Paesi che oggi si trovano in difficoltà".

Stando a quanto riferisce un’indagine condotta nell’ambito del progetto Triel, in Italia la Pubblica amministrazione è sempre più orientata ad utilizzare l’e-learning per formare il personale. “In questo senso esistono diverse best practice che attraversano il Paese da Nord a Sud – fanno sapere dall’Isfol -. La loro trasformazione in una realtà diffusa è però frenata da difficoltà a livello tecnologico o burocratico”. Difficoltà che l’Osservatorio punta a identificare e superare “per introdurre massicci elementi di innovazione nell’ambito dell’apprendimento collaborativo”, conclude Trevisanato.

18 Maggio 2010