L'e-health unisce l'Italia. Ecco le 10 eccellenze Nord-Sud

PROGETTI

La sanità digitale non conosce gap. Lazio e Campania best practice con cartella clinica elettronica e prenotazione veloce delle prestazioni ospedaliere. In Lombardia e Veneto i campioni dell'Oltrepo

di Federica Meta
Non solo Nord. La sanità elettronica in Italia funziona anche al Sud. A dirlo Accademia Salute PA, un’iniziativa di Forum PA, che ha premiato le migliori dieci best practice innovative che riguardano l’e-health. Best practice che raccontano di un’Italia non afflitta – almeno in questo caso – dal gap Nord-Sud. Si tratta di progetti nei quali l’Ict è fondamentale e dove le tecnologie si trasformano da semplici commodity in leve strategiche che il comparto sanitario può usare per rendere l’organizzazione più efficiente e capace di erogare servizi di assistenza con il massimo della qualità e della personalizzazione.

A tenere alta la bandiera del centro-Sud ci sono il Lazio e la Campania. La cartella clinica elettronica del Dipartimento di salute mentale che la Asl RmD di Roma ha attivato a dicembre 2009 è un complesso database sanitario che raccoglie i dati clinici relativi ai trattamenti ambulatoriali, ospedalieri e riabilitativi dei pazienti affetti da malattie mentali e contemporaneamente i dati amministrativi. Nello specifico la cartella digitale mette in rete 25 sotto-database corrispondenti ad altrettanti servizi Territoriali (Centri Salute Mentale e Centri Diurni), Ospedalieri (Day Hospital e Servizi Psichiatrici di Diagnosi e Cura) e Residenziali (Comunità Terapeutiche) più altri Ambulatori specialistici (Nucleo Interventi Precoci, Psicologia Ospedaliera, Day Hospital Disturbi del Comportamento Alimentare). È stata anche creata una Anagrafe pazienti Unificata che evita la duplicazione delle schede nei vari servizi e permette una visione complessiva di tutti i trattamenti effettuati per lo stesso paziente. Attualmente sono stati inserite informazioni per 68.000 tra trattamenti e ricoveri e 2.400.000 prestazioni.

In Campania la Asl di Salerno ha implementato l’uso delle Reti Amiche. Il sistema mette in rete le 150 farmacie presenti sul territorio con i Cup, e una serie di tabaccherie abilitate per ricevere i pagamenti dei ticket e per effettuare prenotazioni sanitarie. Il progetto ha il vantaggio di offrire la possibilità a fasce marginali della popolazione di usufruire di un sistema unico e semplificato per l' erogazione e il pagamento dei servizi attraverso vari canali di distribuzione.

Le strutture sanitarie pensano anche ai bambini affetti da gravi patologie oppure disabili. La card a loro dedicata dal Distretto Sanitario n. 63 Cava dei Tirreni nasce da “una costola” del Progetto Children 2000 già realizzato dall’ente. Il progetto Bbs-Card (Bamini con bisogni speciali) è in realtà un di un Registro rivolto ai piccoli pazienti cronici. Obiettivo è migliorare la qualità dell’assistenza a pazienti pediatrici “fragili” attraverso appunto una Card nella quale è memorizzata la storia del paziente. Attualmente sono seguiti 129 bambini insieme alle loro famiglie.

Il centro-Nord è invece ben rappresentato dall’iniziativa messa in campo a Jesi e Ancona, “Medicina generale in rete che collega il gruppo dei venti medici di famiglia presenti sul territorio con il sistema sanitario. Il medico generico può così “interfacciarsi” con l’ospedale, i servizi sanitari distrettuali, il pronto soccorso ospedaliero, i centri trasfusionali, i reparti di medicina e cardiologia, la guardia medica, al fine di condividere i dati clinici dei propri pazienti. Gli assistiti che sono seguiti dai medici di medicina generale sono attualmente circa quarantamila.

In Emilia Romagna la sanità digitale fa rima con l’Electronic Patient Record (Azienda USL di Bologna), una sorta di archivio elettronico sanitario in cui tutte le informazioni sono organizzate sul singolo paziente in modo da poterne ricostruire la storia clinica. Le informazioni possono essere visualizzate via web da ogni postazione dell'Azienda sanitaria del comune bolognese. Grazie ad Internet vengono trasmesse anche le richieste di prestazioni diagnostiche o specialistiche che arrivano da altre strutture sanitarie, domande di prodotti e servizi di ricovero. Nel 2009 sono transitate on-line oltre 3000 richieste di laboratorio, 600 richieste di radiologia; altrettante 600 richieste specifiche di terapia anticoagulante orale. Per quanto concerne il numero di utenti si è registrata una media intorno ai 150 nelle fasce diurne e tra i 40 e i 60 nelle fasce notturne.

Due invece le best practice venete. La Cartella Clinica Informatizzata di Medicina Fisica e Riabilitativa è un progetto realizzato dal Centro Veneto Ricerca e Innovazione per la Sanità Digitale, di cui fanno parte a titolo volontario 23 Aziende Sanitarie ed Ospedaliere. Arsenal.it, questo il nome dato alla cartella informatizzata, dà la possibilità di gestire la parte ambulatoriale del reparto di Medicina Fisica e Riabilitativa delle aziende partecipanti e consente di condividere i documenti clinici prodotti.

C’è poi Carta Donna, una card Usb realizzata dall’Ulss di Pieve di Soligo (Tv) per seguire la donna in gravidanza in ogni fase della gestazione; permette infatti di memorizzare sia i vari referti medici che le immagini diagnostiche. La Carta può essere facilmente consultata , previa password personale che garantisce la sicurezza dei dati. Il servizio è attivo dal luglio 2009 .

La Lombardia mette il paziente al centro con iPac, il progetto avviato dall’azienda ospedaliera di Lecco.
iPac è un “deposito” informatico (repository) delle notizie cliniche dei pazienti realizzato dall’Azienda ospedaliera di Lecco. Il progetto è stato supportato da un’ampia attività di formazione rivolta all’intero personale medico e infermieristico con l’obiettivo culturale-sanitario di “mettere al centro” la persona, in questo specifico caso il paziente.

L’ospedale Luigi Sacco di Milano ha lanciato un sistema integrato di gestione della terapia farmacologica in età pediatrica. Si tratta di un servizio di farmacovigilanza che permette di gestire in tempi rapidi le richieste provenienti dal territorio, attraverso il web. Al progetto hanno partecipato circa 80 pediatri tra ospedalieri e non. Obiettivo primario: il controllo dell’uso dei farmaci dalla nascita fino all’età puberale i bambini che rappresentano i soggetti maggiormente esposti agli effetti tossici ed indesiderati delle sostanze farmacologiche. I dati più recenti ci dicono infatti che meno del 15% di tutti i farmaci commercializzati a livello mondiale e meno del 50% di quelli espressamente destinati alla fascia pediatrica, vengono utilizzati sulla base di prove cliniche attestanti le specifiche caratteristiche di rischio/beneficio nel bambino.

Infine il Piemonte. Il Pronto Soccorso dell’ospedale San Giovanni Bosco di Torino sperimenta la Cartella clinica informatizzata di PS, progettata per rendere tracciabile il percorso clinico assistenziale del paziente che si rivolge al pronto soccorso, consentendo così di migliorare la gestione del rischio clinico.

19 Maggio 2010