L'assenteismo che sfugge ai dirigenti

TRIPWIRE

Il problema della burocrazia? Sono i dirigenti e solo dopo i fannulloni

di Piero Laporta
Il problema della burocrazia sono i dirigenti prima, poi i fanulloni. Nella sede romana del ministero dei Trasporti di via Caraci, la polizia giudiziaria ha sequestrato i “fogli presenza” di alcuni impiegati. Gli agenti controllavano da mesi un comportamento truffaldino che durava da tempo: ritardi ingiustificati, assenze arbitrarie, malattie coincidenti con le vacanze estive, medici che certificano “l’ammalato dichiara di essere ammalato”, cui non segue un accertamento medico legale. Accostate questi allievi di Ippocrate a quelli che omisero il soccorso a un giovane carcerato, bastonato ferocemente in cella, ne viene fuori un’Italia spaccata in due.

Un’Italia che subisce la burocrazia e un’altra che se ne pasce, un’Italia che sfrutta la medicina e un’altra che ne muore. Sorvoliamo sulla giustizia. Gli assenteismi sotto il naso del ministro Matteoli sono certo colpa degli imbroglioni, ma non solo. La polizia giudiziaria è stata salutata da taluni come “tentativo di infangare il sindacato”. È arduo intendere come la credibilità del sindacato si giovi dell’assenteismo, a meno che gli stessi sindacalisti… Non è poi dato sapere chi è il dirigente che pose i lettori di badge isolati e lontani da qualunque occhio vigilante: un’irresistibile tentazione a “sbeggiare” per i colleghi con l’intesa d’avere il favore ricambiato.

Se manca il controllo sulle malattie “estive”, sebbene penalizzate da Brunetta, perché rinunciare alla spiaggia? Tanto meno necessita adottare il part time che penalizza la pensione. Ai dirigenti del ministro Matteoli nessuno spiegò che il controllo incrociato delle presenze avrebbe almeno fatto suonare tempestivamente l’allarme. Dirigenti di che?

21 Maggio 2010