Amalfitano: 'Faremo ordine nell'e-gov locale'

PA DIGITALE

di Federica Meta
«Le Regioni e gli enti locali, così come ha fatto il ministero, si devono decidere a perdere un po’ di potere se vogliono contribuire ad innovare realmente la Pubblica Amministrazione e, di conseguenza, questo Paese».
È il commento al contro-piano sull’e-government stilato dalle Regioni e anticipato dal nostro giornale di Secondo Amalfitano, consigliere per le Autonomie locali del ministro della PA e Innovazione, Renato Brunetta.

Il ministro non si aspettava una reazione delle Regioni che hanno addirittura elaborato un testo che suona come un’alternativa a E-gov 2012?
Io ribalterei la domanda. Forse sono le Regioni stesse - la Conferenza, nello specifico - che si sono allertate non poco davanti alla “frenesia” e voglia di cambiare messa in campo dal ministro.

In che senso?
Sono state le Regioni a chiedere di firmare un mega-accordo con il ministero per definire le linee guida strategiche sull’innovazione. Noi ne abbiamo preso atto e abbiamo bloccato l’iter di firma dei protocolli di intesa che era stato inaugurato con Lombardia, Campania, Veneto e Toscana già prima del varo di E-gov 2012.

Le Regioni hanno affermato che con quelle intese veniva meno una strategia condivisa sull’innovazione.

Guardi, nei protocolli che sono solo il punto di partenza e non di arrivo del percorso - e questo va ribadito - si prevedono comitati “a due” di monitoraggio degli obiettivi. Si tratta di strumenti che vanno proprio nella direzione di una strategia comune tra governo ed enti, nonché tra enti. Il tutto senza fare tabula rasa di ciò che gli enti avevano già messo in campo. Nelle intese già siglate, ad esempio, ci sono dei grandi temi innovazione, come la dematerializzazione e la carta di identità elettronica, che tengono conto delle risorse e delle competenze messe in campo, inserendole nel piano di innovazione varato da governo.

Non c’è nessun rischio che venga buttato a mare tutta l’innovazione sviluppata dagli enti locali?
Il ministro ha sempre avuto l’intenzione di lavorare in sinergia con gli altri livelli istituzionali, cosciente che la vera innovazione o la fanno tutti insieme o non la fa nessuno. Ciò che gli preme non è certo bloccare la loro azione, quanto eliminare la zavorra che blocca il progetto E-gov. Nella stessa Commissione permanente per l’Innovazione nelle Regioni e negli enti locali, c’erano dei tempi biblici nel prendere le decisioni: questo non deve più accadere. Rilanceremo la Commissione come sede deputata alla discussione e alla decisione ma non con una tempistica “ad libitum”. L’innovazione è sinonimo di tempestività. Se non si raggiungono obiettivi in tempi rapidi si rischia di mettere sul mercato un prodotto già obsoleto: è una regola che vale per le aziende ma che deve valere ancora di più per la PA che tanto impatto ha sulla vita dei cittadini.

Sarà il ministero il timoniere di questo processo?
Intendiamo valorizzare e rendere replicabili le best practice locali e allo stesso tempo evitare rischiose sovrapposizioni. Nei piani telematici di Regioni, Province e Comuni spesso sono identificati obiettivi simili nei quali non viene considerato cosa è già stato fatto dagli altri enti in un settore specifico. Penso ai tanti programmi anti-digital divide che, in alcuni casi, prediligono la fibra ottica e in altri il wireless. Cosa succede il più delle volte? Succede che ci sono delle zone “ultracoperte” con tecnologie innovative e altre abbandonate. E ancora, i progetti sulle banche dati: ce n’è uno del Comune, uno della Provincia e uno per Regione, ma in nessuno di questi ci si pone la questione dell’interoperabilità. Il risultato è che il database di un ente non può “parlare” con quello di un altro. C’è un disordine paralizzante su cui il ministro intende intervenire.

La firma del protocollo tra il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, e Brunetta è un nuovo inizio?
Più una prosecuzione di quanto già fatto dal ministero. Sono state identificate delle aree di interesse specifico tra cui Scuola, Sanità, Turismo e Beni culturali e mobilità, nonché valorizzato alcuni progetti trasversali come Linea amica, le Reti amiche, gli emoticon. Inizieremo con questi per accelerare il processo di modernizzazione che serve alla PA, che serve al Paese.

10 Aprile 2009