Fazio apre alle farmacie online. Federfarma sul piede di guerra

SALUTE

Il ministro per la Salute dà l'ok alla distribuzione via Internet dei medicinali che non richiedono prescrizione. I farmacisti difendono però il loro ruolo di garanzia e contestano la proposta

di Margherita Amore
Le farmacie online potrebbero aprire presto anche in Italia. Il ministro della Salute Ferruccio Fazio ha deciso di allinearsi alla posizione europea, che da tempo preme in questa direzione e ieri a margine della riunione dei responsabili Ue della Sanità ha annunciato: "Non escludo più un via libera alle farmacie online per la vendita dei prodotti senza ricetta, ovviamente con precise garanzie. La nostra era una posizione di chiusura, ora stiamo valutando una posizione più moderna”.

Attualmente in Belgio, Spagna, Ungheria, Polonia, e Repubblica Ceca la vendita online è limitata ai farmaci senza obbligo di ricetta, mentre in Germania, Olanda, Regno Unito e Danimarca non vi sono restrizioni di sorta. L’ipotesi avanzata dal ministro della salute ha trovato un netto rifiuto da parte di Federfarma, la federazione nazionale dei titolari di farmacia italiani, che teme di essere messa all’angolo dall’ e-commerce.

"I cittadini italiani-ha dichiarato Annarosa Racca, presidente di Federmarma - hanno già una grande offerta per l'acquisto di farmaci. Nel nostro Paese c'è infatti un regime di ampia concorrenza, grazie alle 17.500 farmacie diffuse capillarmente sul territorio nazionale, e i corner e le parafarmacie che possono vendere farmaci da banco senza ricetta". Se invece l'idea del ministro Fazio fosse quella "di consentire alle farmacie esistenti di vendere anche online - aggiunge Racca -, allora siamo disponibili ad aprire una discussione".

I consumatori dell’Aduc invece promuovono la mossa di governo perché spiegano “aumenterebbe la concorrenza e diminuirebbero i costi dei farmaci, si potrebbe infatti scegliere fra un numero potenzialmente illimitato di farmacie in tutta Europa, evitando i costi legati alla distribuzione ogni volta che ci si reca fisicamente in farmacia”.

Il confronto tra le lobby è rimandato a novembre, quando il Parlamento Europeo si riunirà in sessione plenaria per discutere del nuovo quadro normativo che prevede di aumentare le garanzie per i consumatori, istituendo un registro comunitario e un sistema di certificazioni, e rendere la contraffazione un vero e proprio reato penale.

E proprio i farmaci contraffatti sono stati l’oggetto dell’incontro organizzato dall’Anifa, in cui è emerso che il 99% delle farmacie online in Germania e Regno Unito sono illegali. Domenico Di Giorgio, coordinatore dell'Unità prevenzione contraffazione dell'Agenzia italiana del Farmaco, ha spiegato che "esistono due tipi di farmacie illegali: le farmacie che distribuiscono prodotti illegali, spesso provenienti dall'Asia, e le cosidette 'farmacie farsa', nel senso che la parola farmacia viene usata semplicemente per operazioni di pishing, ovvero di frode informatica".

Di Giorgio ha poi aggiunto che nel nostro paese “l'incidenza dei farmaci illegali è attualmente molto limitata e stimata intorno all'0,1%, 10 volte inferiore alla media Ue (1%)”, come dimostra una recente indagine dl Censis. “Non bisogna però abbassare la guardia”, ha aggiunto poi l'esperto dell'Aifa, citando il caso della Gran Bretagna, dove un medico su quattro ha riscontrato fra i propri pazienti disturbi provocati da farmaci comprati via Internet.

E sulla possibile apertura del governo italiano è intervenuto anche Andrea Mandelli, presidente della Fofi (federazione ordini farmacisti italiani), che a margine del convegno ha dichiarato : “Il farmacista ha un rapporto con il paziente molto importante, snaturarlo con un acquisto on-line sicuramente non è il massimo e può rappresentare un passo indietro”. Mandelli ha poi spiegato che sarebbe un grave errore dal punto di vista concettuale considerare “l'acquisto di un farmaco senza prescrizione equivalente a quello di un bene di consumo”.

06 Luglio 2010