Gare telematiche per E-gov 2012

PA DIGITALE

Anche Consip in campo per l'attuazione del Piano di Brunetta
L'Ad Broggi: "Pronti a mettere a disposizione il know how per i progetti più abilitanti"

di Federica Meta
«Stiamo lavorando con il ministro delle Pubblica amministrazione e Innovazione Renato Brunetta per aprire una fase di collaborazione su alcuni dei progetti previsti da E-Gov 2012 e che Consip ritiene maggiormente abilitanti per la Pubblica amministrazione». A rivelarlo Danilo Broggi, amministratore delegato di Consip, la società per azioni del ministero dell’Economia e delle Finanze che gestisce le procedure di acquisto di beni e servizi da parte della PA.
Quali sono questi progetti?
Stiamo ancora trattando i dettagli delle collaborazione con il ministero. Quello che posso dire è che Consip metterà a disposizione il suo know how per fare in modo di raggiungere gli obiettivi previsti dal Piano nei tempi stabiliti.
Il piano prevede lo sviluppo di servizi dove le Tlc giocano un ruolo fondamentale. Quale è il ruolo di Consip negli acquisti delle PA in questo settore?
Le Tlc rappresentano una parte corposa del nostro sistema di acquisti: la PA spende ogni anno circa 2 miliardi di euro per l’acquisto di beni e servizi di comunicazione gestiti via e-procurement da Consip. Gli strumenti che mettiamo a disposizione sono le convenzioni e il Mercato elettronico della PA (Mepa). L’utilizzo di questi strumenti determina notevoli risparmi nonché benefici in termini di innovazione di prodotto. Basti pensare all’introduzione del Voip nella telefonia fissa.
Quanto risparmia la PA dall’acquisto di servizi di Tlc tramite e-procurement?
Rispetto ai prezzi medi applicati alla PA nelle ultime convenzioni abbiamo ottenuto un risparmio del 62% per quel che riguarda la telefonia mobile, il 46% per i servizi di fonia dati e il 42% per la telefonia fissa e le connessioni Ip. Le riduzioni sui prezzi di acquisto generano un risparmio potenziale - ovvero quello che si otterrebbe nel caso tutte le PA acquistassero con Consip - di 800 milioni di euro. Su questo dato incidono, oltre ai risparmi diretti di chi acquista in convenzione Consip, i risparmi indiretti, grazie ad un forte effetto benchmark: ossia il fatto che i prezzi ottenuti dalle amministrazioni che acquistano autonomamente si allineano a quelli della convenzione Consip. Ne è un esempio la centrale acquisti dell’Emilia Romagna, IntercentER, che con la sua recente convenzione si è allineata ai prezzi della convenzione Consip, Telefonia mobile 4.
Lei parla di risparmi potenziali. Non tutte le amministrazioni si sono “convertite” all’e-procurement?
In realtà la Finanziaria 2007 obbliga le PA centrali a fare ricorso al sistema delle convenzioni Conisp o al Mepa per gli acquisti di alcuni categorie merceologiche - le Tlc sono fra queste. Le PA centrali rispettano la norma. Il dato interssante, però, riguarda le pubbliche amministrazioni locali (Pal) che non sono obbligate, ma che stanno dimostrando un interesse crescente per l’e-procurement.
Per quale motivo?
Oltre ai risparmi derivanti dall’acquisto, le Pal economizzano anche sulle procedure di gara che non è più necessario attivare.
Che ruolo giocano le centrali di committenza nel sistema di e-procurement di Consip?
Il ruolo delle centrali è strategico. Consip lavora sulle economie di scala e queste strutture nascono appositamente per venire incontro alle caratteristiche di queste economie, ma determinano anche un ulteriore valore aggiunto nel processo di approvvigionamento e di customer satisfaction.
Quale ad esempio?
Oltre alla riduzione dei prezzi di acquisto, grazie all’aggregazione delle domanda delle amministrazioni, le centrali operano a garanzia delle qualità dei contratti, soprattutto in settori, come le Tlc, in cui c’è una notevole complessità nella valutazione dei bisogni reali e nelle specifiche tecniche dei prodotti. L’altra caratteristica riguarda l’innovazione di prodotto: laddove la tecnologia è in continuo cambiamento, la centrale riesce a seguire con una certa rapidità le modifiche tecnologiche, presentando alla PA un prodotto sempre all’avanguardia.
Una sorta di trait d’unione tra PA e mercato, quindi.
Esattamente. Operando in una logica di mediazione tra domanda (della PA) e offerta (del mercato) la centrale garantisce che l’innovazione passi dal mercato all’amministrazione pubblica, andando ad efficientare tutti i processi e i servizi.

20 Aprile 2009