Web-certificati, manca l'interoperabilità. Brunetta: avanti con il collaudo

CERTIFICATI MEDICI ONLINE

Il ministro della PA e Innovazione e la federazione dei medici decidono di proseguire con la fase di test che doveva concludersi il 19 luglio. Il nodo più intricato resta quello della compatibilità fra i software. La Cgil denuncia: "Una proroga a tempo indeterminato"

di Federica Meta
Nessuna proroga per i Web-certificati, ma solo una dilazione della fase di collaudo Il ministero per la Pubblica amministrazione e l’Innovazione e la FnomCeo (Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri) fanno sapere che “le procedure di trasmissione online dei certificati medici non sono state oggetto di proroga ma che, a seguito della riunione in sede tecnica dello scorso 15 luglio e valutate le criticità in corso di risoluzione, si è ritenuto di proseguire con le procedure di collaudo, che pertanto non potranno concludersi entro il termine ordinatorio, originariamente previsto, del 19 luglio”.

Come è noto, durante il periodo di collaudo non è attivo il sistema sanzionatorio in caso di mancata trasmissione. Il ministero invita tuttavia i medici “nell’ambito delle concrete possibilità tecniche, ad attuare la modalità di certificazione telematica onde consentire l’ottimizzazione del sistema”.

A paventare la possibilità di uno slittamento del progetto era stato, lo scorso 6 luglio, il segretario della Fimmg (Federazione dei medici di medici generale), Giacono Milillo, annunciano la permanenza di “molti punti oscuri”. “Credo - aveva precisato Milillo - che il 19 luglio, data di scadenza del mese di collaudo, non succederà niente, perché continueremo ad usare il canale cartaceo”.

Tra gli ostacoli maggiori alla transizione al canale digitale due questioni di natura tecnologica: il digital divide (circa il 35% dei medici di famiglia non è raggiunto dall’Adsl) e la mancanza di un software aggiuntivo da integrare a quello già in uso dai professionisti che consenta di dialogare – e quindi di trasmettere i certificati – al Sac (Sistema di accoglienza centrale), la piattaforma sviluppata da Sogei e gestita dall’Inps, che “raccoglie” tutta la documentazione elettronica. Mentre sul primo punto il ministero della PA si è affidato a Sogei per la creazione di un sitema di comunicazione telefonica da utilizzare laddove manchi la connessione Internet veloce, sul secondo punto tocca alle software house fornire ai medici la patch aggiuntiva. Ma stando a quanto riferiscono i professionisti e Palazzo Vidoni le aziende sarebbero ancora al lavoro.

La decisione di continuare il collaudo non è piaciuta alla Cgil. ''Si tratta nei fatti di una ''una proroga indeterminata'', denuncia la Cgil medici.

''Il ministero - sottolinea Massimo Cozza, segretario della Cgil Medici - ha annunciato che le procedure di collaudo proseguono oltre il termine previsto del 19 luglio, senza più indicare una termine: nei fatti una proroga indeterminata''.

'Dal 20 luglio la trasmissione si sarebbe dovuta effettuare esclusivamente per via telematica. E invece siamo alla nuova proroga mascherata da proseguimento delle procedure di collaudo''. Così non ci saranno ''i risparmi annunciati di 500 milioni di euro l'anno per l'eliminazione del cartaceo, né i risparmi per il dipendente pubblico che dovrà sostenere i costi per l'invio della certificazione al proprio posto di lavoro, e tantomeno non si avrà una maggiore tempestività nei controlli''.

''Dopo 9 mesi - aggiunge Cozza - la situazione è ancora confusa e pasticciata. I call center dedicati non risultano funzionanti, tanti medici sono ancora privi dei codici di accesso (pin) per l'invio telematico, diversi studi medici e postazioni di guardia medica non hanno la connessione internet adeguata''.

''Invece di fare la faccia feroce il ministro, privo (evidentemente) di bacchetta magica, avrebbe dovuto ascoltare la categoria e le organizzazioni sindacali. Proseguire solo con indeterminate procedure di collaudo (proroga) non basta. E poiché non vogliamo che il progetto naufraghi definitivamente consigliamo nuovamente al ministro Brunetta, di definire insieme procedure operative, tempi e risorse adeguate, e di spianare la strada al progetto aiutando i medici, non considerandoli nemici''.

16 Luglio 2010