E-gov 2012 reggerà ai tagli di Tremonti?

INNOVAZIONE

Nella manovra 7 miliardi in meno alle PA centrali. L’opposizione attacca: "Innovazione dimenticata". Ma il ministro Brunetta rilancia: "La riforma va avanti anche con meno fondi"

di Federica Meta
Inizia a perdere smalto la riforma Ict della Pubblica amministrazione targata Brunetta? La domanda - direbbe qualcuno - nasce spontanea, date le polemiche da parte dell’opposizione che lamenta disinteresse da parte del governo per il tema dell’innovazione, soprattutto dopo la manovra correttiva da quasi 29 miliardi di euro che, oltre a tagliare di quasi 15 miliardi i budget di Regioni ed enti locali, riduce di 6,9 miliardi anche quelle dei ministeri per il periodo 2011-2013.

“Nella nuova finanziaria non c’è neanche un euro per l’innovazione mentre in altri Paesi europei si fanno scelte strategiche opposte - accusa Linda Lanzillotta, deputato Api -. In Germania la Merkel ha stanziato 20 miliardi di euro per la ricerca e l’innovazione grazie all’accorpamento dei Lander”. A rischiare, in questo contesto di tagli - teme l’opposizione, dal Pd all’Idv - sono i progetti innovativi che pure hanno trovato un consenso bipartisan, come la Posta elettronica certificata, partita ormai quasi tre mesi fa, senza però essere mai realmente decollata: la causa è soprattutto la mancanza di un worklflow per i servizi online e la mancata attivazione da parte della “massa” (sono quasi 200) di amministrazioni, centrali e locali.
“La situazione non cambierà a breve - fanno sapere dall’Anci -. Non ci sono i soldi per attivare una piattaforma evoluta di servizi associati alla Pec”. Dal lato della PA centrale, invece, il timore è che le riduzioni di spesa rappresentino un ulteriore ostacolo all’adozione del servizio, che già deve fare i conti con resistenze culturali e burocrazie organizzative.

Altra nota dolente riguarda l’implementazione del piano E-gov 2012 che, fatta eccezione per la Scuola dove la didattica digitale e i servizi via Web sono stati attivati nel 100% degli istituti scolastici, pare essere rimasto al palo. Nel comparto Giustizia la registrazione telematica degli atti civili e la trasmissione online della notizia di reato sono ancora in fase pilota; le notifiche telematiche sono realtà solo nei tribunali di Milano e in altre 14 città del Nord, mentre al Sud hanno attivato i servizi solo Napoli e Catania. Difficoltà anche nella Sanità: il fascicolo sanitario elettronico resta un successo di alcune amministrazioni virtuose, come il Veneto, la Lombardia e l’Emilia-Romagna. A questo va aggiunto l’infinito braccio di ferro tra il ministero della PA e Innovazione e i medici di famiglia sull’annosa questione dei certificati di malattia online. Brunetta però non ci sta ad essere accusato di aver sacrificato l’innovazione sull’altare della manovra. “Basta questa vecchia impostazione che se non ci sono i soldi in più le cose non possono funzionare; le cose si fanno anche con le risorse esistenti - rilancia Brunetta -. Stiamo realizzando la riforma nel momento congiunturale più difficile, ma anche in condizioni più esaltanti: aumentare qualità e quantità con risorse minori”. E proprio per ridare slancio al suo ambizioso piano il ministro ha messo in campo una nuova strategia “convergente”.

In concreto la convergenza punta riunificare il mercato sia sul lato dell’accesso da parte del cittadino - così come previsto da i2010 - sia sul lato dei servizi offerti della PA, come recita E-gov 2012. Primo passo sarà il rafforzamento della multicanalità, come spiega Fortunato Lambiase, consigliere per le Relazioni Istituzionali del ministro Brunetta. “Oggi l’utente dialoga con l’amministrazione via telefono fisso grazie a Linea Amica, via cellulare tramite il servizio ViviFacile e via sportello pubblico, oppure privato aderente a Reti Amiche - puntualizza Lambiase -. Rafforzeremo quel filo rosso che unisce tutti i canali per renderli più facilmente accessibili, ampliando i servizi Web di Linea Amica e sviluppando i servizi tramite Tv digitale terrestre”. In questo contesto un ruolo importante lo giocherà l’Agenzia per l’Innovazione, tornata a nuova vita con le nomine a Dg di Mario Dal Co e a presidente di Davide Giacalone.

19 Luglio 2010