Modena, processi digitali grazie ai fondi privati

GIUSTIZA

Le notifiche per via telematica, operative da settembre, consentiranno di risparmiare 800mila euro all'anno. Plauso di Napolitano

di Margherita Amore
A Modena la rivoluzione telematica della giustizia parte dal basso. In attesa che il parlamento approvi l'attesa riforma della giustizia per ridurre i tempi dei processi, la città ha deciso di organizzarsi e tendere una mano ai suoi tribunali.
È nata così la Fondazione Modena Giustizia: un ente trasversale, partecipato da istituzioni diverse, capace di mettere nuove risorse a disposizione del sistema giudiziario modenese, fornendo gli strumenti necessari per programmare gli interventi utili ad una modernizzazione dello stesso.

Sei i soci fondatori, Camera di Commercio, Banca Popolare dell'Emilia Romagna, Banca Popolare di Verona - San Geminiano e San Prospero, Unicredit, Ordine degli avvocati e Ordine dei commercialisti di Modena, che in pochi mesi sono riusciti a raggranellare fondi per 410.000 euro, ottenendo l'apprezzamento della Presidenza della Repubblica e del ministero della Giustizia che auspica che questo esempio possa essere seguito in altre province.

Il primo obiettivo della Fondazione è il processo civile telematico, che consentirà di velocizzare i tempi dei processi e di risparmiare ingenti cifre. “Solo con le notifiche telematiche - ha evidenziato Stefano Aprile, direttore generale dei sistemi informativi del Ministero della Giustizia - a Modena, si possono risparmiare in un anno 800mila euro”.

Un traguardo che è già realtà. Dall’inizio di settembre, infatti, le notifiche avvengono per via telematica, in via sperimentale, in quattro tribunali del modenese. Maurizio Torreggiani, presidente della Camera di Commercio di Modena, ha sottolineato: “In questa iniziativa siamo stati ispirati dalla convinzione che la giustizia non sia una cortesia, ma un collante che è tale quando riesce a mettere tutti, grandi e piccoli, potenti e non, sullo stesso piano”. Al sostegno della Fondazione ci auguriamo che intervengano presto altre istituzioni ed enti modenesi”.

15 Settembre 2010