Senato, 35 milioni di risparmi con la digitalizzazione

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Nel bilancio di previsione per il 2010 la riduzione dei costi affidata alla firma digitale e alla Pec. Il senatore questore Comincioli: "Analizziamo i conti guardando al futuro"

di Federica Meta
Crescita della spesa pari a zero, per il secondo anno consecutivo, nel bilancio di previsione del Senato per il 2010 - in discussione nell'aula di Palazzo Madama - e un effettivo taglio della spesa di 35 milioni di euro da conseguire nei bilanci del prossimo triennio, soprattutto grazie all’implementazione delle procedure informatiche nei processi amministrativi e legislativi. Sono questi gli elementi che caratterizzano il bilancio consuntivo del 2009 e la previsione 2010 di Palazzo Madama.

Il contenimento della spesa si giocherà dunque in gran parte sull'informatizzazione delle procedure di lavoro. In questa prospettiva è stato avviato su impulso dei senatori questori e del Consiglio di Presidenza il progetto relativo alla Firma digitale e alla Posta Elettronica Certificata (Pec) sia in ambito parlamentare che in quello amministrativo.

Infatti oltre al Firmario elettronico - un'applicazione attiva nel portale intranet del Senato dallo scorso gennaio che consente l'autenticazione di qualsiasi atto o documento con l'apposizione della firma elettronica - è operativa una procedura informatica che consente la presentazione digitale di atti di Sindacato Ispettivo. Il deposito di interpellanze, interrogazioni e mozioni avviene, dunque, senza ulteriori passaggi di cartacei.

"Le linee direttrici indicate dal Consiglio di Presidenza dello scorso 18 maggio sulla base delle quali si dovrà conseguire nei bilanci del prossimo triennio un taglio effettivo della spesa nella misura complessiva di 35 milioni di euro ci impone - afferma il senatore questore Romano Comincioli - di analizzare il bilancio di quest'anno con uno sguardo rivolto al futuro".

Il documento finanziario in discussione in Aula reca un contenimento della spesa relativa al comparto parlamentare (senatori, ex senatori e Gruppi parlamentari), bloccata per il terzo anno consecutivo, spesa che per il 2010 ammonterà complessivamente a circa 208 milioni di euro ma che dovrà vedere un'ulteriore riduzione nel triennio 2011-2013 con un risparmio delle competenze dei senatori pari a 11 milioni e 550.000 euro. Anche i dipendenti saranno chiamati a contribuire alla manovra economica di risanamento. Il taglio sarà realizzato, in coerenza con quanto previsto dal citato decreto legge n.78 del 31 maggio 2010, sia tramite il blocco del meccanismo di adeguamento contrattuale delle retribuzioni sia con il taglio del 5 e del 10 per cento sulle retribuzioni più elevate, sia con l'innalzamento dell'età pensionabile.

21 Settembre 2010