Abi, a Roma il primo forum internazionale sulla e-justice

BANCHE

Processo civile telematico e digitalizzazione dei procedimenti burocratici. Se ne parla all'evento organizzato dall'Abi con il patrocinio del ministero della Giustizia che prende il via oggi

di Federica Meta
Processo civile telematico, digitalizzazione delle procedure interne ai procedimenti giudiziari, implementazione dell'uso delle Pec. Di questo e di molto altro si parlerà al primo Forum internazionale “Abifore-justice 2010” sullo sviluppo della giustizia digitale in Italia e in Europa, promosso dall’ABI con il patrocinio del Ministero della Giustizia, che apre oggi a Roma. 

"In Italia il progetto di digitalizzazione della giustizia procede a ritmo sostenuto fa sapere l'Abi -.  9 i Tribunali in cui è già attivo il Processo civile telematico per lo scambio degli atti online (a fine 2010 saranno 14); 24 quelli che possono emettere decreti ingiuntivi via web; 52 le Procure della Repubblica che hanno aderito ai Protocolli organizzativi promossi dall’ABI per l’efficienza delle procedure, l’uso degli strumenti informatici e la riduzione dei costi negli accertamenti penali".
In questo contesto il Forum si pone come un’importante occasione di dialogo sull'evoluzione della giustizia elettronica (civile, penale, amministrativa, tributaria e del lavoro), i riflessi positivi per la competitività delle imprese e le soluzioni concrete per rendere i servizi più facilmente accessibili, rapidi e meno costosi e mettere a confronto iniziative e progetti nazionali con quelli adottati in altri Paesi dell'Unione Europea.

Parte rilevante dell'evento sarà dedicata al processo civile telematico (Pct). Il progetto, previsto dal Protocollo d’intesa Abi-Ministero della Giustizia nel 2006 – è oggi concreta realtà e permette lo scambio telematico degli atti informatici firmati digitalmente tra avvocati, giudici e cancellieri e l’invio di notifiche elettroniche. Ciò comporta procedure più semplici, tempi rapidi, servizi più efficienti a costi ridotti. "Il Pct è attivo in 9 dei 14 Tribunali interessati dal Progetto (Roma, Milano, Torino, Catania, Brescia, Genova, Padova, Bologna, Verona) rimamca l'assocoazione -. Entro la fine del 2010 saranno operative anche le sedi giudiziarie di Bari, Monza, Firenze, Napoli e Palermo".
I Tribunali in cui hanno valore legale i decreti ingiuntivi telematici ad oggi sono 24: Milano, Napoli, Genova, Catania, Padova, Brescia, Vigevano, Lodi, Varese, Voghera, Lecco, Pavia, Monza, Sondrio, Busto Arsizio, Como, Bergamo, Crema, Cremona, Mantova, Modena, Bologna, Rimini e Verona.

L'impegno dell'Abi riguarda anche la formazione. Attraverso il contributo di Abiformazione è stato sviluppato il portale Abifore-justice, un progetto di formazione e-learning destinato a magistrati, cancellieri, avvocati e a tutti gli operatori del settore giudiziario (circa 400mila i professionisti coinvolti) per favorire la conoscenza e l'adozione degli strumenti del Processo civile telematico e, più in generale, di tutti i servizi della giustizia elettronica.

L’Abi ha, inoltre, promosso e sostenuto la realizzazione del Punto di Accesso Telematico (Pda AbiGiustizia), infrastruttura indispensabile all’erogazione di tutti i servizi telematici del dominio giustizia (invio atti giudiziari, pagamenti telematici spese di giustizia, consultazione fascicoli processuali, richiesta copie, ecc.). Questo Progetto ha il patrocinio del Ministero della giustizia, del Consiglio Nazionale Forense, del Consiglio Nazionale del Notariato, del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e di molti Ordini forensi.

La collaborazione di banche e Magistratura si sostanzia anche con la realizzazione di una serie di iniziative a livello territoriale come i Protocolli organizzativi per la messa a punto di best practice per lo svolgimento degli accertamenti bancari in materia penale. Ad oggi sono 9 i Protocolli organizzativi siglati dall’ABI con alcune Procure Generali (Cagliari, Genova, Lecce, Napoli, Perugia, Reggio Calabria, Roma, Salerno e con il Procuratore Nazionale Antimafia), sono già operativi in 52 Procure della Repubblica e hanno l’obiettivo di incrementare la rapidità e la qualità nell’attività d’indagine bancaria penale e la riduzione dei costi operativi, sia per le banche che per la magistratura.

12 Ottobre 2010