Web-certificati, la Uil denuncia: "Difficile accedere al call center"

E-HEALTH

Per il sindacato i tempi di attesa sono troppo lunghi: "Inefficienze che vanno a scapito del paziente". Intanto il numero dei documenti digitali supera il milione. Il ministro della Salute Fazio: "Giovedì prossimo il tavolo interministeriale"

di Federica Meta
"Se il numero di medici di famiglia abilitato all'utilizzo del sistema di certificazione online è attualmente oltre l'80% del totale, permangono forti e serie criticità nel contattare il call center centrale". E' quanto afferma Giovanni Torluccio, segretario generale della Uil-Fpl, in relazione alla diffusione, da parte del ministro per la Pubblica amministrazione Renato Brunetta, dei dati sui certificati medici via web.

"Il dato della crescente richiesta degli strumenti d'accesso al servizio e l'aumento dell'utilizzo dello stesso - aggiunge
Torluccio - sono segnali positivi che dimostrano come i medici siano una categoria in grado di aggiornarsi ed aprirsi
all'innovazione tecnologica tesa all'ammodernamento della pubblica amministrazione per garantire ai cittadini servizi
snelli e sburocratizzati".

Tuttavia, continua il segretario, ci arrivano molte segnalazioni da parte di medici di disservizi e criticità che rimangono nel
funzionamento del call-center. Le prolungate attese inducono talvolta il medico a non completare la procedura o di aspettare diversi minuti prima di completarla e difficilmente riescono a comunicare tempestivamente con il call-center".
Tale inefficienza "va a discapito del tempo dedicato ai pazienti, provocando disfunzionalità ai servizi e ai diritti socio-assistenziali. E' necessario dunque rimuovere al più presto gli ostacoli politici e tecnici che impediscono l'ottimizzazione del servizio".

Stando ai dati diffusi oggi da Palazzo Vidoni e forniti dall’Inps, i certificati telematici hanno abbondantemente superato la soglia del primo milione, arrivando per l’esattezza a 1.137.228 unità (con un flusso medio giornaliero di circa 20.000 documenti dall’inizio del mese). Disaggregato a livello territoriale, il volume dei certificati di malattia trasmessi telematicamente risulta così composto: 487.423 in Lombardia, 140.259 nel Lazio, 84.792 in Veneto, 61.744 in Campania, 53.116 in Sicilia, 53.009 in Emilia Romagna, 50.012 nelle Marche, 26.732 in Piemonte, 26.102 in Abruzzo, 25.812 nella Provincia di Bolzano, 23.132 in Puglia, 20.915 in Calabria, 19.822 in Toscana, 12.682 nella Provincia di Trento, 12.293 in Liguria, 9.874 in Basilicata, 8.966 in Sardegna, 8.935 in Umbria, 5.155 in Valle d’Aosta, 3.592 in Molise e 2.861 in Friuli Venezia Giulia.

Il confronto dei flussi cartacei del 2009 con quelli via web dell’anno in corso consente di stimare l’impatto della digitalizzazione in atto. Da inizio ottobre è stato quotidianamente trasmesso per via telematica il 58% dei certificati di malattia dei lavoratori privati iscritti all’Inps che erano stati inviati per via cartacea nello stesso periodo dell’anno scorso. In Lombardia e nel Lazio il numero medio giornaliero di certificati telematici è largamente superiore a quello dei certificati cartacei spediti nello stesso periodo del 2009. Il tasso di copertura del digitale risulta compreso tra il 55 e il 60% in Sicilia, nelle Marche e in Veneto. In Basilicata, Abruzzo, Valle d’Aosta, Trentino Alto Adige, Molise e Campania i certificati di malattia online rappresentano invece una quota compresa tra il 40 e il 50% del totale dei certificati cartacei giornalmente acquisiti un anno fa.

Sulla base dei dati forniti poche ore fa dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, si è inoltre stabilizzata al di sopra dell’88% la media regionale dei medici di famiglia abilitati ad accedere al nuovo sistema. Il processo di distribuzione dei PIN a questi ultimi è infatti terminato in Emilia Romagna, Toscana, Lombardia, Friuli Venezia Giulia (già abilitati alla nuova procedura tramite Carta nazionale dei servizi) e Valle d’Aosta. Si è invece prossimi al completamento dell’operazione in Veneto, Provincia di Bolzano, Marche, Basilicata, Campania, Calabria, Umbria, Sardegna e Piemonte, dove la percentuale dei medici di famiglia abilitati è superiore al 91%. Tale percentuale è compresa tra il 70 e il 90% in Abruzzo, Puglia, Lazio, Provincia di Trento, Sicilia e Molise. Ancora indietro la Liguria, ferma al di sotto del 45%.

Intanto, sempre oggi, il ministro della Salute Ferruccio Fazio, ha annunciato che giovedì 28 ottobre è previsto il tavolo interministeriale dedicato al nuovo sistema. Il tavolo, al quale parteciperanno anche i medici - ha precisato il ministro - si occuperà degli aspetti tecnici, normativi e amministrativi che riguardano la nuova procedura di certificati via web e potrà anche affrontare i problemi connessi alle sanzioni in caso di inadempienza previsti dalla nuova normativa.

26 Ottobre 2010