Confindustria Servizi: "Liberate la Pec"

E-GOVERNMENT

In audizione alla Camera, Csit chiede una semplificazione delle comunicazioni elettroniche tra PA e cittadini. Da superare la regolamentazione ferma al 2005 che restringe la posta certificata al ruolo di "raccomandata elettronica"

di Federica Meta
Una maggiore semplificazione nell'utilizzo delle Pec e soluzioni più affidabili per la conservazione documentale. Sono questi i rilievi che ieri Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici ha evidenziato davanti alla commissione Affari Costituzionali della Camera nell'ambito della audizioni sulla riforma del Codice dell'amministrazione digitale. 

"L’attuazione del Cad potrà comportare rilevanti risparmi per il bilancio dello Stato (si stima un risparmio pari al 3% del Pil) e pertanto vanno accelerate le azioni a tale scopo, a partire dai processi di back office orientati ai servizi offerti a cittadini ed imprese curando la standardizzazione e l’interoperabilità dei processi ed investendo sulla formazione e qualificazione delle risorse umane - ha precisato Csit -. Il Codice dell’Amministrazione Digitale che stabilisce le regole per la digitalizzazione della pubblica amministrazione è stato pubblicato cinque anni orsono (decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82) e la rapida evoluzione tecnologica ne rende necessario l’aggiornamento per dare piena effettività ai servizi forniti dalle amministrazioni pubbliche avvicinandole maggiormente alle esigenze e alle richieste di cittadini e imprese".

Nel dettaglio la confederazione ha ricordato che tra le norme oggetto di riforma "particolarmente importanti sono quelle relative alla Firma Digitale, alla Posta Elettronica Certificata (Pec) ed alla Conservazione Documentale per introdurre, dove necessario, elementi di chiarezza rispetto alla iniziale formulazione del 2005".

Per quanto riguarda la Firma Digitale, che in questi anni ha avuto notevole diffusione grazie alla stabilità delle definizioni normative e delle regole tecniche in materia "non è necessario - a giudizio della Federazione - alcun intervento di modifica e viene vista con preoccupazione l’eventuale introduzione della “firma elettronica avanzata” che presenta livelli di sicurezza notevolmente inferiori a quelli garantiti dalla firma digitale".

In tema di Posta Elettronica Certificata occorre invece individuare la migliore soluzione "capace di evitare la penalizzazione degli utenti Pec nel loro rapporto con la Pubblica amministrazione (Comunicazione Elettronica Certificata) pur salvaguardando le tante modalità di utilizzo, sempre più estese e complesse, che gli utenti hanno adottato e che vorrebbero ulteriormente ampliare, come si evidenzia costantemente nel rapporto con il mercato".

La Conservazione Documentale, che è l’elemento più carente del sistema di dematerializzazione dei documenti, in quanto la materia è ancora in buona parte fondata sulle disposizioni dell’Aipa che risalgono al 1998, è quella che richiede maggiore attenzione per avere soluzioni affidabili e che durino nel tempo.

"Tutto ciò richiederà particolare impegno e professionalità nella definizione successiva delle regole tecniche ed è necessario che esse vengano adottate non solo previa acquisizione obbligatoria del parere tecnico di DigitPA ma anche sentite le Associazioni di categoria del settore delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione - ha concluso Csit - Le norme del Codice dell’amministrazione digitale intervengono infatti in ambiti di natura tecnica ed operativa che interessano particolarmente le imprese operanti nel settore dei servizi innovativi e tecnologici e un loro coinvolgimento nella fase attuativa è essenziale per la definizione delle migliori soluzioni".

25 Novembre 2010