La Pec non decolla. Turatto: "Obbligare all'uso"

L'INCHIESTA

Saranno i servizi per le imprese a far decollare l'e-mail certificata già nel 2011. E' quanto sostiene il capo del Ddi: "Il sistema è a regime. Ma per il giro di boa sarà necessario lo switch off di alcune procedure". Si parte con Dia, Durc e concorsi pubblici

di Federica Meta
“La Pec resta uno strumento fondamentale per l’innovazione nel settore pubblico. Continueremo a lavorare per una sua maggiore diffusione”. Renzo Turatto, capo dipartimento Digitalizzazione e Innovazione tecnologica (Ddi) rinnova, con queste parole, l’impegno di Palazzo Vidoni.

420mila richieste, 175mila attivazioni completate. Il ministro Brunetta aveva annunciato 1 milione di caselle per la fine dell’anno, ma, stando ai numeri, siamo ancora lontani.
Le caselle attive sono in realtà 200mila. Contiamo di evadere le oltre 400mila richieste entro fine anno: il risultato auspicato dal ministro non è poi così lontano.

La quota 1 milione resta dunque un obiettivo di breve periodo?
Assolutamente sì. Il giro di boa avverrà già da gennaio 2011 quando i 500mila supplenti della scuola pubblica verranno dotati di una e-mail certificata tramite la quale verranno segnalate le assegnazioni di cattedra. A far aumentare in maniera esponenziale la domanda, e poi l’utilizzo, contribuiranno le 2,5 milioni di imprese aderenti a ReteImprese Italia che, a breve, saranno obbligate ad utilizzare obbligatoriamente la Pec per le comunicazioni con la PA. I due casi - quello dei supplenti e quello delle piccole e medie imprese - dimostrano come per far funzionare lo strumento non basta la mera dotazione, ma serve che la PA ne esiga l’uso. Altrimenti la digitalizzazione risulta meno appetibile.

State lavorando perché alcune procedure di comunicazione siano effettuate esclusivamente via Pec?
Esattamente. Ora che il sistema è a regime ed è in grado di accogliere e smistare numeri importanti di messaggi, il ministero sta lavorando alla definizione di procedure esigibili esclusivamente per posta digitale: la dichiarazione di inizio attività (Dia), il Durc (Documento unico di regolarità contributiva), i concorsi pubblici.

Sono quasi tutti processi che coivolgono le imprese e poco i cittadini.
Guardi, la Posta Certificat@ - il servizio gratuito che Poste e Telecom Italia offre ai cittadini italiani- è solo una parte del grande progetto Pec. Un progetto che coinvolge più direttamente le imprese che, più dei singoli, hanno bisogno di presentare documentazioni articolate all’ente. Documentazioni per le quali non è sufficiente compilare un modulo pre-compilato pubblicato sui portali pubblici. Quelle sono formule tagliate per i cittadini che, al contrario delle aziende, chiedono più spesso certificati e documenti.

30 Novembre 2010