Web-certificati: la firma digitale c'è o non c'è?

IL CASO

Mentre Palazzo Vidoni difende la procedura in linea con il Cad, l'Anorc torna al contrattacco: "Processo nato monco". Intanto sfiorano i due milioni i documenti inviati online

di Federica Meta
I certificati di malattia inviati online sfiorano i due milioni. A darne conto lo stesso ministero della PA e Innovazione che rende noti i dati Inps: solo nell’ultima settimana i medici hanno inviato all’Istituto quasi 180.000 certificati (di cui 45.329 nelle ultime 24 ore), portando il numero complessivo dei documenti trasmessi via web a 1.911.480.

A livello regionale, i certificati inviati online sono così distribuiti: 738.869 in Lombardia, 263.288 nel Lazio, 152.534 in Veneto, 106.110 in Campania, 105.795 in Sicilia, 104.096 in Emilia Romagna, 73.502 nelle Marche, 50.769 in Piemonte, 48.642 in Puglia, 41.712 in Abruzzo, 38.997 in Toscana, 36.622 in Calabria, 36.427 nella Provincia di Bolzano, 20.682 in Liguria, 20.612 nella Provincia di Trento, 18.095 in Sardegna, 15.873 in Umbria, 14.628 in Basilicata, 9.603 in Friuli Venezia Giulia, 8.054 in Valle d’Aosta, 6.570 in Molise.

“Il processo di digitalizzazione in corso appare evidente se si confrontano i certificati presentati in modalità cartacea all’INPS nel 2009 con quelli inviati via web nel 2010 – spiegano da Palazzo Vidoni - A livello nazionale, infatti, la quota di certificati di malattia dei lavoratori privati Inps trasmessi online sul complesso dei certificati acquisiti in modalità cartacea nello stesso periodo del 2009 è passata dal 20% di agosto, al 45% di settembre, al 56% di ottobre, al 57% di novembre”.

La media regionale di medici di famiglia dotati delle credenziali necessarie all'invio dei certificati con il nuovo sistema è pari al 90%, secondo i dati del Ministero dell’Economia e delle Finanze. Sono abilitati tutti i medici di famiglia in Emilia Romagna, Toscana, Lombardia, Friuli Venezia Giulia (dove viene utilizzata la Carta Nazionale dei Servizi) e in Valle d’Aosta (dove il PIN è stato consegnato al 100% dei medici). Il processo di distribuzione dei Pin è praticamente completato in Veneto (98%), nella Provincia di Bolzano (98%), nelle Marche (94%), in Basilicata (94%), in Campania (94%), in Umbria (93%), in Calabria (92%), in Piemonte (92%), in Sardegna (91%) e in Puglia (91%). Seguono da vicino Abruzzo (con l’89% dei medici di famiglia dotati di PIN), il Lazio (87%), la Sicilia (84%), il Molise (72%) e la Provincia di Trento (71%). Rimane in ritardo la Liguria, con solo il 47% dei medici di famiglia dotato di Pin.

I dati rilasciati oggi fanno seguito al botta e risposta sulla validità legale dei Web-certificati che ieri ha visto protagonisti l’Anorc e lo stesso Brunetta. Secondo il presidente dell’associazione che raccoglie gli operatori della conservazione digitale, Andrea Lisi, tali documenti non avrebbero alcun valore legale “poiché non siglati con la firma digitale del medico”. La risposta dei tecnici di Brunetta non è si è fatta attendere: “La procedura rispetta quanto prevista dal Cad”.

Risposta che, però, sembra non aver convinto Lisi che oggi ribadisce i suoi rilievi. In una nota inviata al Corriere delle Comunicazioni il presidente Anorc ribadisce che “le precisazioni che arrivano da Palazzo Vidoni non rassicurano per nulla su una procedura che è nata monca, cioè senza firma digitale che è l’unico sigillo informatico in grado di garantire a documenti delicati come i certificati medici piena validità legale. Infatti, la procedura, come confermata dai consiglieri di Brunetta, permette solo un processo di autenticazione del medico senza consentire la necessaria “sottoscrizione” del documento medico, il quale viene così consegnato quale semplice pdf al cittadino/lavoratore (e un pdf senza firma è come un foglio di carta senza firma)”.

Per la Sit (Società italiana di telemedicina) “la nuova procedura di trasmissione on-line dei certificati medici può senz'altro rappresentare una prima tessera per l'affermazione definitiva e capillare, su tutto il territorio nazionale, di una sanità elettronica armonica e sostenibile, a misura di medico e di cittadino. Alle semplici trasmissioni telematiche dovrà però affiancarsi, quanto prima, la gestione di referti e documenti sanitari digitali sottoscritti con firma elettronica del medico o di altro operatore sanitario addetto. La Sit ritiene pertanto che l'introduzione del nuovo canale di comunicazione dei certificati on-line possa rappresentare un primo valido passo verso un futuro prossimo di reale certificazione sanitaria elettronica”.

01 Dicembre 2010