Lazio Escape, quando il decollo?

IL CASO

I tempi di insediamento della nuova giunta hanno rallentato il progetto. Ma ora si può ripartire

di Alessandro Castiglia
 L’ha detto lo scorso 8 novembre il ministro Brunetta al 5° Forum Meridiano Sanità: “Grazie a certificati online, ricette digitali, fascicolo sanitario elettronico e prenotazioni integrate sarà possibile ottenere un risparmio del 10% della spesa sanitaria, pari a 15 miliardi l’anno”. Un processo virtuoso in grado di innestare la Sanità Elettronica nel nostro sistema sanitario: lo conferma anche il recente studio “Il mondo della salute tra governance federale e fabbisogni infrastrutturali” realizzato da Intesa Sanpaolo in collaborazione con la Fondazione Cerm. 

Nello studio si cita una buona pratica: il progetto Escape, sviluppato dalla Ulss 9 di Treviso, sulla digitalizzazione del processo documentale che sta alla base della costruzione del Fascicolo Sanitario Elettronico. Due le ragioni della scelta. Da un lato il miglioramento in termini di efficienza dei servizi sanitari offerti, dall’altro la razionalizzazione dei costi prodotta dall’investimento del progetto Escape. Si calcola, infatti, che l’azienda trevigiana a fronte di un investimento iniziale di 500mila euro sia stata in grado di risparmiarne 636mila, migliorando il livello di efficienza e dando ai cittadini la possibilità di scaricare online i referti, risparmiando tempo e denaro.

Il Progetto Escape, ritenuto idoneo dal Cnipa per essere “riusato” presso altri enti pubblici, come modello da implementare in altre amministrazioni, gode di un cospicuo finanziamento del Ministero per la PA e l’Innovazione, pari al 40% del totale. Per il finanziamento nel 2009 si sono presentate all’appello due Regioni: Veneto (per le restanti aziende sanitarie) e Lazio.  
È una buona intuizione da parte delle due amministrazioni: l’estensione regionale del progetto di Treviso porterebbe ad un risparmio di 7,79 milioni di euro. Nel Veneto i lavori sono iniziati già ad ottobre dello scorso anno e tra pochi mesi saranno disponibili i primi risultati nella Provincia di Verona.

In Lazio pare che l’avviamento del progetto sia stato rallentato dal cambiamento della giunta, ma ora siamo al momento cruciale. Si tratta infatti di una grande opportunità, non solo per il risparmio, ma anche per i vantaggi che il progetto potrebbe offrire ai 5,6 milioni di cittadini della regione. L’obiettivo di Escape, infatti, è quello di dematerializzare la grande mole di documenti sanitari a validità legale in tutte le strutture sanitarie della Regione, in primis i referti dei dipartimenti diagnostici, ad oggi più di 10 milioni l’anno, gestiti su supporto cartaceo con grande impegno del personale delle amministrazioni e disagio per i cittadini.
Gli obiettivi sono, da un lato, gestire digitalmente l’intero ciclo di firma (certificazione, archiviazione, distribuzione, estrazione e conservazione dei referti informatici), dall’altro migliorare il servizio reso al cittadino inviando il referto firmato digitalmente direttamente all’utente, utilizzando varie tipologie di distribuzione, indipendentemente dal luogo di effettuazione degli esami, e pochi istanti dopo la loro validazione.

Attraverso vari canali di comunicazione il cittadino ha così a disposizione uno sportello aperto 24 ore su 24 e 7 giorni su 7 ovunque si trovi.

L’Azienda Ulss 9 Treviso registra oggi il 70% dei download dei referti via Internet. In base al numero di assistiti del Lazio, la messa a regime della soluzione di Treviso nell’arco di tre anni potrebbe portare a un risparmio annuale per i cittadini di 18 milioni di euro di trasporto per il ritiro dei referti e un costo opportunità (determinato dal tempo risparmiato) di 44 milioni. Inoltre la gestione digitale, in termini di benefici aziendali non monetizzabili, può contribuire a ridurre i frequenti errori che si verificano durante lo smistamento dei referti (si attestano attualmente intorno al 10%) e a semplificare così i relativi processi amministrativi che si attivano per l’accertamento di errori.

Infine, si può apprezzare un impatto dell’innovazione sui tempi di refertazione: riduzioni fino al 61,3% delle fasi intercorrenti tra richiesta e ricezione del referto per gli esami di laboratorio urgenti.

13 Dicembre 2010