Pari opportunità nella PA. La chiave è il telelavoro

INNOVAZIONE

Al convegno romano "Donne e PA"; focus sull'uso delle nuove tecnologie per favorire il lavoro a distanza. Cocco (futuro@lfemminile): "Dall'innovazione nuovo impulso alla crescita professionale"

di Federica Meta
Può la tecnologia favorire l’ingresso delle donne ai vertici della Pubblica amministrazione? A rispondere alla domanda ci ha provato il convegno romano di oggi “Donne e PA. Il management femminile come risorsa nel settore pubblico e privato”, organizzato dall’Osservatorio donne nella PA (promosso da Forum PA e futuro@lfemminile di Microsoft) e l’Agdp (Associazione giovani dirigenti pubblici, con il patrocinio del Dipartimento Pari Opportunità.

Il convegno, nel quale si è discusso di quali strategie - anche innovative - adottare per garantire pari opportunità nel settore pubblico, è stata l’occasione per presentare i 10 progetti segnalati dall’iniziativa “Call Donne PA 2010”. Dei dieci progetti ben sei vertono sull’utilizzo delle tecnologie per l’attuazione di forme di lavoro a distanza.

Tra questi spicca quello che ha ricevuto la mozione speciale di futuro@lfemminile, avviato dall’Azienda provinciale per i servizi sanitari delle Provincia autonoma di Trento (Apss), “PerLa – Personalizzazione degli orari di lavoro e telelavoro”. Nello specifico l’iniziativa ha ottenuto il riconoscimento per “il connubio vincente tra approccio strategico e azione positiva di pari opportunità, che grazie all’adozione di una tecnologia innovativa, permette di attuare un concreto cambiamento all’interno dell’amministrazione”.

Il telelavoro è anche il fulcro degli altri cinque progetti presentati oggi e avviati, in via sperimentale, dalla giunta regionale campana, dall’Università degli studi di Cagliari, da quella dell’Insubria (sede di Varese) e dall’ateneo Roma Tre.

Per Roberta Cocco, responsabile di futuro@lfemminile “L’innovazione tecnologica, unita ai benefici che derivano in termini di flessibilità e conciliazione, assume un ruolo cruciale per favorire l’adozione di nuove politiche che diano impulso alla crescita professionale delle donne nella PA”.

“In quest’ottica – conclude la Cocco – è fondamentale valorizzare le azioni positive intraprese dalle amministrazioni su tutto il territorio. Ci auguriamo che i progetti raccolti nell’ambito del terzo censimento delle ‘buone prassi al femminile’ possano ispirare molti altri enti nella promozione delle pari opportunità, anche tramite l’utilizzo di strumenti tecnologici avanzati”.

15 Dicembre 2010